Decine di telefonate, minacce velate proferite a tarda notte nei confronti di figli e familiari di un imprenditore 40enne originario di Canosa di Puglia, ma con una fiorente attività nel Milanese per servizi di lusso, con l’obiettivo di farsi dare 250 mila euro in contanti. Un tentativo di estorsione, cominciato il 31 maggio con una chiamata telefonica diretta al cellulare dell’imprenditore, per il quale sono stati arrestati di due italiani pregiudicati: S.S, 39enne con precedenti per furto che era il ‘telefonista’, e il complice, S.C. di 38 anni con alle spalle i reati di tentato omicidio ed estorsione. L’imprenditore, però, ha immediatamente denunciato il fatto permettendo così agli agenti del commissariato di Canosa di Puglia di avviare le indagini intercettando le telefonate minatorie. Compito particolarmente difficile, dal momento che i due si servivano di un cellulare che veniva acceso solo al momento della chiamata. Le telefonate si sono susseguite sempre più frequenti nelle settimane successive con la richiesta di un pagamento di 250 mila euro in contanti per evitare “possibili ripercussioni” su figli e familiari. E solo attraverso le riprese delle telecamere e una comparazione fonica della voce del ‘telefonista’ le indagini, coordinate dalla Procura di Bari, sono riuscite a risalire all’identità dei due uomini. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nella mattinata di oggi e, durante la perquisizione domiciliare, gli uomini della Polizia di Stato hanno rinvenuto, insieme a una pistola con matricola brasa e tredici proiettili, il cellulare utilizzato per le chiamate minatorie in una busta insieme a un bigliettino con il nome della vittima.

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