Una grande festa per inaugurare la nuova stagione della Cittadella degli Archivi. Il complesso comunale di via Gregorovius 15 si mostra alla città con una speciale apertura al pubblico domenica 7 ottobre a partire dalle 18.

Quattro eventi in un’unica serata per cittadini, curiosi e turisti per scoprire, fuori dai circuiti più conosciuti della città, alcuni tesori di valore artistico e culturale custoditi dall’Amministrazione comunale.

Si comincia alle 18 con l’inaugurazione del nuovo “Polo digitale delle Civiche Depositerie”, nato per sperimentare la digitalizzazione massiva delle pratiche di edilizia privata che quotidianamente sono oggetto di consultazione in Cittadella. Si tratta di oltre 150mila pratiche, oggetto di circa 6mila consultazioni l’anno, che saranno progressivamente disponibili in rete, consentendo riduzioni dei tempi di consultazione. Il polo è stato realizzato all’interno dell’edifico delle Civiche Depositerie di Cittadella degli Archivi che per l’occasione sarà presentato al pubblico dopo l’intervento di restyling da parte dell’artista Piger, che ha realizzato una timeline con gli eventi più importanti della storia di Milano custoditi in Cittadella.

Alle 18.30 è prevista l’apertura della mostra “Fontana72”, seconda esposizione all’interno del ciclo IN ARCHIVIO. Nel 2007 la Cittadella degli Archivi ha acquisito un fondo di 329 faldoni che contengono i documenti relativi all’organizzazione di eventi culturali e artistici promossi dal Comune di Milano a Palazzo Reale e in altri spazi pubblici dal 1969 al 1998.  Il fondo è in corso di studio in collaborazione con il Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano e il ciclo IN ARCHIVIO permetterà di presentare i risultati di queste ricerche.

“Fontana72” è la seconda mostra di una serie che vuole far conoscere a un pubblico più vasto questi materiali ed è dedicata alla più vasta esposizione realizzata, fino a quel momento, su Lucio Fontana (1899-1968): venne inaugurata il 18 aprile 1972 nelle sale del primo piano di Palazzo Reale, ristrutturate per l’occasione da Luciano Baldessari per destinarle a sede di mostre d’eccellenza, com’era stato negli anni Cinquanta. Comprendeva quasi duecento lavori, dalle sculture figurative degli anni Trenta, fino ai celebri ‘concetti spaziali’ e agli ambienti degli anni Cinquanta e Sessanta.

In Cittadella sono esposte le carte che documentano il backstage della mostra: gli elenchi delle opere scelte e dei prestatori redatti da Guido Ballo, la corrispondenza, alcune delle numerose schede di prestito per le opere in mostra, fra le quali si notano collezionisti come l’ingegnere Antonio Boschi, l’architetto Piero Bottoni, la gallerista Beatrice Monti, la scrittrice Milena Milani e musei come il Rijks Museum di Amsterdam. La documentazione dei lavori della commissione ordinatrice della mostra (Guido Ballo, Gillo Dorfles, Tommaso Ferraris e Franco Russoli, con la collaborazione della vedova di Fontana, Teresita Rasini) permette di seguire passo dopo passo tutte le fasi dell’organizzazione: dalla scelta delle opere ai rapporti con i collezionisti, i musei e le gallerie, fino ai contatti con gli allestitori, alla stipula delle polizze assicurative, alle spedizioni e alla stesura dell’invito. Una parte consistente delle opere esposte è rappresentata in una serie di più di 100 minimali in bianco e nero. Le fotografie e le riproduzioni dei disegni di Luciano Baldessari e Zita Mosca – che si affiancano in mostra ai materiali d’archivio della Cittadella – permettono di restituire anche al pubblico di oggi il grande impatto visivo di quella retrospettiva tanto importante per la cultura artistica della Milano di quegli anni.

All’interno della Cittadella sarà anche possibile ammirare per la prima volta l’opera “Stolen Wall”, dono dell’artista coreana Siu Kim, che ha riprodotto a Milano un pezzo della periferia di Seoul utilizzando manifesti comunali strappati abbandonati, che sarà esposta con una selezione di manifesti storici di Cittadella selezionati dal curatore Piero Mezzabotta.

Alle 19 Rossella Farinotti presenterà il progetto “La Cittadella dell’arte”, ideato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Municipio 9.

Partito nel 2017, il progetto ha visto le mura esterne diventare speciali tele che custodiscono le opere di alcuni artisti che, attraverso il loro personalissimo stile, hanno reinterpretato alcuni dei documenti custoditi all’interno della Cittadella sulle mura. In una prima fase le mura esterne sono diventate la tela di otto artisti milanesi e due street artist iraniani. A questa prima azione di valorizzazione è seguita l’inaugurazione, durante la prima edizione della Digital Week nel marzo 2018,  dell’installazione luminosa che ricalca la firma olografa di Boccioni a opera del duo di artisti internazionali “Vedovamazzei”. Nell’estate del 2018 altri sette artisti hanno contribuito a impreziosire le mura della Cittadella, ispirandosi questa volta all’archivio mostre anni 60 e 80.

Il making of di alcune di queste opere e il percorso di valorizzazione della Cittadella degli Archivi sono il soggetto del documentario “La Cittadella dell’arte”, realizzato da Habanero Film, che sarà proiettato per la prima volta domenica alle 19.30.

 

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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