A Bresso, la situazione è decisamente peggiore al 2014 quando i casi di legionella furono 9 e non 24. Il sindaco Simone Cairo, durante l’assemblea pubblica di ieri sera, ha detto che l’errore è stato sottovalutare l’emergenza di quattro anni fa senza ricercare la fonte del problema. I morti a causa del batterio killer sono saliti a tre, oltre 20 le persone ricoverate e almeno due i campioni d’acqua positivi alla malattia, uno proveniente dall’abitazione di uno dei contagiati, l’altro da una fontana pubblica chiusa in via precauzionale già dai primi giorni dell’emergenza. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha disposto prelievi e analisi in tutte le abitazioni di chi ha subito l’infezione e nei luoghi sensibili, i rilievi degli acquedotti sono risultati negativi. Intanto il sindaco di Bresso ha chiuso 4 fontane e l’orto dove ogni giorno si recava una delle vittime. Durante l’assemblea l’infettivologa dell’ospedale Niguarda Maria Cristina Moioli ha informato i cittadini sul batterio e sulle precauzioni per evitare il contagio.

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