L’utilizzo nel passato prossimo, Cava di prestito attivata per rifornire di ghiaia e sabbia a chilometro zero i limitrofi cantieri di A58-TEEM e delle strade a percorrenza gratuita connesse all’Autostrada Agrate Brianza-Melegnano. L’uso nel presente? Oasi naturalistica per l’avvistamento, intrapreso nel gennaio 2017 e mai interrotto nel corso dell’anno, delle 70 specie di uccelli acquatici censite, all’interno dell’area, dagli esperti del WWF e di organizzazioni locali.  La destinazione futura? Santuario del bird-watching, di proprietà del Comune ma gestito, a partire dal 2018, da un’associazione ambientalista, in grado di richiamare sul territorio migliaia di appassionati generando, di riflesso, nuovi posti di lavoro.

La storia del sito di Pozzuolo Martesana (MI), che, stamattina, è stato visitato da un gruppo di ornitologi, sembra confermare l’attendibilità del postulato fondamentale di Antoine-Laurent de Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Nel senso che, se è vero che l’escavazione ha prodotto un abbassamento del piano di campagna, lo è altrettanto che nulla s’è distrutto perché un lago ha coperto la superficie della cava e tutto s’è trasformato in una riserva di 340.000 metri quadrati.

Gli ornitologi ritengono che la nidificazione dell’avifauna nella porzione più riparata del bacino sia spiegabile con il combinato disposto tra pulizia dell’acqua e piantumazioni effettuate ex novo dagli agronomi del Consorzio Costruttori TEEM. L’abbinamento di questi elementi avrebbe plasmato, secondo l’ipotesi ribadita oggi dai bird-watcher convenuti nell’ex cava di prestito, un habitat così ideale da attrarre, in pochi mesi, 400-500 esemplari di uccelli appartenenti a specie più o meno diffuse. Tanto rare da essere considerate a rischio di estinzione dagli specialisti, che certificano la presenza di appena 60 soggetti in Lombardia, sono le sei moretta tabaccata avvistate pure stamattina e diventate le star dei safari fotografici effettuati nell’area recintata.  Ma gli appassionati convergono a Pozzuolo pure per osservare altre specie.  Immortalati da binocoli e teleobiettivi, «armi» d’ordinanza dei bird-watcher, risultano, del resto, pure il cavaliere d’Italia, il moriglione, lo svasso (piccolo e maggiore), il tuffetto, la marzaiola, il mestolone, l’airone cinerino, il guardabuoi e il gruccione.

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