Dacca, la commemorazione in Consiglio regionale

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“Questi giovani hanno colpito nel nome di Dio, ma il nome di Dio non può essere pronunciato per giustificare un eccidio. Nominare Dio per legittimare una strage significa bestemmiare”. Il Presidente Raffaele Cattaneo è intervenuto così, con queste parole, all’inizio della commossa cerimonia che in Consiglio regionale è stata dedicata al ricordo delle vittime di Dacca e alla ferma condanna del terrorismo. “I profeti del male, travisando le grandi tradizioni religiose, – ha proseguito Cattaneo-  hanno saputo capitalizzare la seduzione della morte in questi giovani assassini, che vanno fermati con tutti i mezzi, di polizia, militari e di intelligence, ma soprattutto sconfiggendo la cultura di morte di cui sono portatori, l’idea che la morte possa essere il supremo oggetto del desiderio. È questa la guerra di civiltà che siamo chiamati a combattere tutti insieme, in questo modo globalizzato che chiama a nuove responsabilità ciascuno di noi. Tutti noi abbiamo una responsabilità. Tutti a qualsiasi livello”. Nel tragico crescendo del terrore, che in pochi giorni ha colpito prima Istanbul e poi Baghdad, Dacca verrà ricordata per essere stata teatro della più sanguinosa strage di italiani dopo Nassiriya, con nove morti, tra i quali due lombardi: Maria Riboli, 34 anni di Borgo di Terzo residente a Vigano San Martino (BG), che lascia un marito e una bimba di 3 anni, e Claudio Cappelli, 45 anni di Vedano al Lambro ma residente a Barzanò (LC) che lascia la moglie e una bimba di 6 anni. “Persone pacifiche – ha detto Cattaneo -, animate dalla passione per il lavoro e per l’intrapresa, che è un tratto che connota fortemente la nostra Regione, e che oggi ricordiamo stringendoci nel dolore agli amici e ai familiari. Vite cancellate da una furia cieca, da un estremismo insensato, che non ha risparmiato neppure chi, come Simona Monti, 33 anni, di Magliano Sabina, portava in grembo il suo bambino, Michelangelo. Quest’oggi è il tempo della pietà e del dolore, del ricordo degli innocenti e della solidarietà alle loro famiglie”. Prima del minuto di silenzio osservato dall’Assemblea, sono intervenuti il Console generale del Bangladesh a Milano, signora Ahmed Rezina, che ha espresso, a nome di tutti i bengalesi “il profondo dolore per la perdita degli amici italiani per mano di un gruppo di miscredenti che supportai dall’esterno cercano di destabilizzare il Paese, minando la sua rapida crescita. Condividiamo il vostro stesso dolore ” e il Presidente della Regione Roberto Maroni. “La carneficina di Dacca manda un nuovo inequivocabile segnale alla comunità internazionale – ha detto il Presiedente Maroni -. Occorre ora avviare un’azione concreta per estirpare in via definitiva il fanatismo dell’Isis e dei suoi adepti. Non basta più l’indignazione, non basta il rammarico. Anche noi, nell’ambito delle nostre competenze, ci impegneremo per il rispetto delle regole, nella difesa dei nostri valori e della nostra civiltà”.

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