Sono stati consegnati ieri i primi alloggi dell’edificio appena riqualificato in via Barrili 6, allo Stadera. Lo storico quartiere Aler, realizzato alla fine degli anni Venti, conta circa 1500 abitazioni. Negli ultimi anni l’intera zona è stata coinvolta dal Programma di recupero urbano – sottoscritto da Aler, Regione e Comune – un complesso piano di interventi volto all’integrazione sociale e alla riqualificazione edilizia e urbana della zona.

“Questi primi contratti firmati da famiglie che erano in lista d’attesa – afferma Aler in una nota – sono solo il primo passo del programma di assegnazione che sarà completato nelle prossime settimane. In questa fase, infatti, quasi tutte le abitazioni del complesso sono già state preassegnate, questo significa che, anche gli appartamenti ancora oggetto delle ultime lavorazioni, sono già stati visionati, accettati e attribuiti a famiglie pronte a entrarvi”.

“Con la sistemazione di questo stabile, in principio oggetto di occupazioni abusive che hanno reso molto difficoltosa e lenta la consegna dei lavori all’impresa, Aler – precisa l’azienda – assegnerà in queste settimane 70 alloggi nuovi ad altrettante famiglie, all’interno di un quartiere storico che, grazie agli interventi degli ultimi anni, si presenta oggi completamente rinnovato.

Gian Valerio Lombardi, presidente di Aler, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti di avere concluso, superando non poche difficoltà, un importante intervento che garantirà un tetto a 70 famiglie, in un quartiere che ha ormai cambiato volto grazie agli interventi di riqualificazione effettuati dall’Aler negli ultimi anni. Inoltre, con il consolidarsi del sistema della preassegnazione, Aler è in grado di ridurre notevolmente i tempi di ingresso nelle case da parte degli assegnatari e, di conseguenza, di prevenire possibili occupazioni abusive garantendo la regolare consegna agli inquilini”.

L’emergenza casa, a Milano, è da record. Secondo gli ultimi dati del sindacato inquilini Sicet sono oltre 200 i nuclei famigliari sfrattati da privati e finiti in mezzo alla strada senza nessuna soluzione altermativa” spiega il segretario cittadino del sindacato, Leo Spinelli. Chi si trova in questa terribile situazione viene inviato ai servizi sociali dove deve attendere anche tre settimane per un appuntamento e poi la casa non c’è perché le assegnazioni in emergenza sono bloccate. A Milano sono 23 mila le famiglie in attesa di un alloggio popolare. Una lista che si gonfia ogni anno. Intanto però ci sono 10 mila alloggi pubblici sfitti e 400 alloggi sgomberati dagli abusivi e nessuno è stato riassegnato, sempre secondo i dati forniti dal sindacato.

I sindacati hanno anche annunciato una mobilitazione. “La proposta di legge che Regione Lombardia sta discutendo in V Commissione – affermano Cgil, Cisl e Uil – non risolve i problemi dell’edilizia pubblica e ne stravolge le finalità sociali perché apre ai privati la gestione degli  alloggi, taglia il diritto alla casa popolare delle persone più disagiate, riduce la disponibilità di alloggi da assegnare a canone sociale e non dà garanzie sulle risorse necessarie al rilancio dell’edilizia pubblica. Cgil, Cisl, Uil Lombardia, con i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, Conia hanno promosso una petizione popolare e raccolto migliaia di firme per chiedere più case popolari, investimenti duraturi e una riforma che tuteli i diritti delle persone ad avere un affitto sopportabile in abitazioni dignitose, e metta Comuni e Aler nella condizione di affrontare l’emergenza casa. In occasione della consegna al presidente del consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, delle migliaia di firme di inquilini e cittadini lombardi raccolte, le Organizzazioni Sindacali hanno indetto un presidio per giovedì 26 maggio alle ore 16 in Via Fabio Filzi 22 a Milano.

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