Sabato pomeriggio   una volante del Commissariato  di polizia di  Rho Pero è intervenuta  a Pero in Via Pisacane a seguito di una segnalazione per aggressione ai danni di un cittadino straniero. Sul posto gli Agenti hanno accertato  che poco prima H.K.S. di anni 43 cittadino del Bangladesh dipendente dell’Amsa mentre passava  per ragioni del suo lavoro nel sottopasso che collega la Stazione MM di Molino Dorino a Via Pisacane di Pero veniva aggredito e preso a pugni con ferocia e violenza da un giovane per il solo fatto che, a dire dell’aggressore, deve camminare a sinistra col capo basso in quanto a destra avrebbero dovuto camminare solo gli italiani “fascisti”. Il cittadino del Bangladesh che stava svolgendo il suo lavoro continuava a farlo incurante del giovane il quale però lo aggrediva con violenza  con pugni e calci. Lo straniero si rifugiava all’interno dello stabile che occupa il Sole 24 ore chiedendo l’aiuto della Polizia di Stato.
Mentre i poliziotti erano sul posto per assistere  il bengalese, sentivano delle grida provenire dal sottopasso di Via Pisacane. Giunti immediatamente sul posto notavano un giovane con la testa rasata che inveiva con violenza contro una donna straniera colpevole, a suo dire, di camminare a destra e non a sinistra come dovrebbero, a suo dire, fare gli stranieri e col capo basso cedendo la destra agli italiani fascisti.

I Poliziotti hanno bloccato il giovane che inizialmente ha aggredito anche gli Agenti, ma una volta immobilizzato è stato condotto negli Uffici del Commissariato di Rho Pero ed identificato: è un italiano di anni 26 abitante a Cornaredo, incensurato. Anche negli Uffici del Commissariato il giovane asseriva di essere un fascista e che a suo giudizio gli stranieri dovevano camminare a capo basso sulla sinistra lasciando il transito a destra solo agli italiani fascisti. E’ stato denunciato per lesioni personali (7 giorni di prognosi allo straniero per i colpi subiti)  ed ai sensi dell’art. 1 della legge 205 del 25.6.1993 che prevede come reato punibile fino a tre anni di reclusione chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità sull’odio razziale o etnico, ovvero che incita a commettere o commette atti di discriminazione, odio e violenza per motivi razziali, etnici o religiosi.

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