Sono 14 le razze animali a rischio estinzione tutelate in Lombardia. È quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione dell’inaugurazione della Fieragricola di Verona, al via oggi mercoledì 3 febbraio con la più grande e varia “stalla” mai aperta al pubblico in città con la presenza di 600 animali delle più diverse razze sopravvissute, realizzata da Coldiretti e Associazione Italiana Allevatori.

Negli ultimi cinque anni – spiega la Coldiretti regionale – la fattoria lombarda ha perso oltre 360 mila animali, con il pericolo di estinzione di razze storiche, mentre ancora oggi dalle Alpi al Po si contano quasi un milione e mezzo di mucche, più di 4 milioni di maiali e 213 mila tra pecore e capre. “Una situazione – commenta Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – che oltre a ridurre il nostro patrimonio zootecnico, mina l’economia di un intero settore produttivo e mette a rischio la biodiversità territoriale”.

Attualmente – spiega la Coldiretti Lombardia – tra le razze in pericolo si contano 6 tipi di bovini, 3 ovini e 5 caprini. Se della mucca Varzese Ottonese, unica razza bovina autoctona della Lombardia diffusasi probabilmente dopo l’arrivo dei Longobardi, sono rimaste un centinaio di femmine tra le province di Milano, Lodi e Pavia, la capra Verzaschese dal caratteristico mantello nero si trova solamente in una ventina di allevamenti tra le province di Como e Varese.

Tra i bovini a rischio ci sono poi la Cabannina, dalla caratteristica riga color crema sul dorso, la Bianca di Val Padana il cui latte è utilizzato per produrre il Parmigiano Reggiano, la Rendena razza longeva per eccellenza, la Bruna Linea Carne discendente da animali diffusi in Svizzera, Austria e Baviera, e la Grigio Alpina che può arrivare a pesare fino 650 chili.

A questi – continua la Coldiretti Lombardia – si aggiungono le pecore: da quella di Corteno diffusa nella Comunità Montana di Valle Camonica, alla Ciuta che per un periodo si è creduta estinta, fino alla pecora Brianzola. Tra le capre a rischio scomparsa in Lombardia ci sono la Orobica dalle corna imponenti e il cui latte è utilizzato per la realizzazione del Bitto Storico, la capra Frontalasca che prende il nome dal paese dell’alta Valtellina di cui è originaria, la Bionda dell’Adamello e la capra di Livo diffusa in provincia di Como.

“La sopravvivenza di queste razze a rischio estinzione – conclude il Presidente Ettore Prandini – è garantita dal lavoro di allevatori che scelgono di investire su animali custodi di biodiversità genetica e testimoni della nostra storia rurale, da cui dipende la tipicità dei prodotti della nostra agricoltura”. In Italia negli ultimi dieci anni – spiega la Coldiretti –  sono scomparsi 2 milioni di animali tra mucche, maiali e pecore, ma a rischio c’è anche il primato dell’enogastronomia Made in Italy con la dipendenza dall’estero che per carne, salumi, latte formaggi che è vicina al 40%.

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