Il sindaco di Corsico non ci sta a passare per un aguzzino. Per quello che ha creato, come afferma il preside del Comprensivo Copernico, addirittura una “segregazione per censo”. E, mantenendo la linea dura nei confronti dei furbetti, lancia una proposta: l’apertura di un conto corrente “Pro mensa – I bambini non si toccano”.

Non so più come ripeterlo. Il provvedimento di sospensione del servizio – precisa Filippo Errante – è stato assunto dopo aver tentato tutte le strade possibili, senza alcun esito. I furbetti continuavano a non pagare. Ci sono, mi rendo conto, delle situazioni limite. Cioè mamme e papà, che – prosegue il sindaco – nonostante l’ampia disponibilità a prevedere piani di rateizzazione molto lunghi, non intendono, per una serie di ragioni personali, rivolgersi agli uffici comunali. Per loro, una volta verificata attentamente la reale situazione, intendo intervenire, anche di tasca mia, senza quindi provocare un danno erariale al Comune o creare discriminazioni”.

In particolare, il primo cittadino ha dato incarico agli uffici di istituire un conto corrente per raccogliere fondi da destinare a situazioni limite, con problematiche difficilmente intercettabili se non direttamente dai dirigenti scolastici e dagli insegnanti. Il primo versamento sarà fatto dal sindaco e dai suoi assessori. Però chiunque potrà dare il suo contributo e versare qualcosa. I dati, comunque, confermano che si tratta di una percentuale molto bassa, definita dai tecnici addirittura fisiologica. Non verrà però concesso, come chiesto dal preside del Comprensivo Galilei, “un condono per gli inadempienti”. Il principio rimane immutato: viene offerto un servizio, che per legge ha un costo da coprire con il pagamento da parte di ciascuna famiglia, a seconda delle proprie capacità reddituali. A Corsico costa 2,3 milioni all’anno e la tariffa va da 2 a 6 euro a seconda dell’Isee (Indice socio economico equivalente), quindi da 40 a 120 euro mensili per garantire 2400 pasti giornalieri. La mensa scolastica – precisa Filippo Errante – è un servizio a domanda individuale, non obbligatorio. Insieme alla ditta che gestisce per noi il servizio, la Camst, abbiamo fronteggiato l’emergenza dei primi giorni, così come concordato in un incontro prima di Natale. Si è però voluto dare un segnale chiaro, altrimenti si rischiava di proporre il solito teatrino all’italiana, facendo parole grosse senza farle seguire da atti concreti. Si è passati così da 480 a 144 morosi. Credo – prosegue il sindaco – che ci siano doveri imprescindibili se si vuole garantire la convivenza civile. E chi fa moralismi, accusandomi di prendermela con i bambini, non conosce bene la situazione e, naturalmente, non è in grado di proporre soluzioni concrete e quindi attuabili affinché i diritti, anche quelli dei più piccoli, siano rispettati appieno, primi fra tutti dai genitori”.

E conclude: “Quando ho precisato che è stato accumulato un debito di 1.227.000 euro, non ho mai parlato di buco di bilancio, ma solo di versamenti dovuti e non regolarizzati per un importo troppo alto per un Comune come il nostro”

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