Ritrovata nella biblioteca Universitaria di Pavia la pagina pressoché completa di un antifonario del 1100. Durante il restauro del libro “In Ecclesia Mediolanensi” datato 1628, affidato alla ricercatrice Alessandra Furlotti, si è verificato il distacco della controguardia posteriore che ha rivelato una pagina di pergamena, usata come rinforzo della rilegatura. La pagina, ancora leggibile nonostante la colla, fa parte di un antifonario, un breviario contenente anche le parti cantate della liturgia, antesignano dello spartito. Datato 1100 sarebbe il più antico scoperto fin ora. La pagina, di notevole rilevanza storica, contiene anche una miniatura colorata di difficile interpretazione, rappresentante un animale mitologico con zampe e fattezze di serpente.

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2 COMMENTI

  1. Non è il più antico – si conservano antifonari che risalgono all’VIII secolo – ma risale chiaramente a un’epoca in cui erano ancora in uso notazioni adiastematiche (neumi in campo aperto, cioè non disposti sopra un rigo musicale), che sono di difficilissima interpretazione.

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