Ma sì, che cosa volete che sia? E’ un problema se un ottuagenario ha deciso di fare una battuta che più o meno in qualunque spogliatoio d’Italia si fa in continuazione. Spogliatoio naturalmente e tremendamente imbevuto di maschilismo perché sì, nello spogliatoio siamo maschi retrivi e corrivi e però quello che diciamo rimane là, nello spogliatoio. Siamo bestioline che sudano fuori sul campo, e poi si scambiano battute da bestie.

Chiediamo scusa, profondissimamente, visto che ignoriamo (?!?) quel che si dicono le donne nel loro, di spogliatoio. Chiediamo scusa per le chat quelle che non facciamo vedere alle figlie e alle mogli, dove i compagni del calcio, del basket o del tennis ci mandano di tutto di più, roba che nel mondo civile “di sopra”, dove lavoriamo e viviamo, non ripeteremmo neppure sotto tortura. E allora Berlusconi va dai suoi giocatori e dice loro che se vincono porta un pullman di troie.

Un ottuagenario parla con dei giocatori di calcio e fa una battuta da spogliatoio. Ma che strano! Ma che roba incredibile, e che non si è mai sentita.

Diciamocela tutta: il problema non è la battuta, ma il fatto che a dirla sia Berlusconi

Che poi, se ce la diciamo tutta, il problema non è la battuta, ma il fatto che a dirla sia Berlusconi. Su questa cosa ho sviluppato una mia teoria: al Cavaliere non gliene può più fregar di meno di convenzioni e costrizioni, che già prima gli importavano poco.

A oltre ottant’anni, in Parlamento per probabilmente l’ultima volta, sapete che cosa gli interessa che il Pd, Sinistra Italiana, la Boldrini e magari addirittura il 51 per cento della popolazione italiana (ovvero tutte le donne), si siano offese per una battuta da spogliatoio. In tutto questo forse il problema non è Berlusconi. Che così è oggi, così era ieri e così sarà domani.

Continua su

Berlusconi e il femminismo da Qatar

Commenti FB