Ah che grande innovazione politica che sono stati i grillini. Che mitica rivoluzione, che geniacci.

Pensate un po’. Li avevamo presi per ignoranti, per stupidi incolti (complici anche strafalcioni di abissale portata, tipo per un ministro degli Esteri sbagliare Paese), per poveri turisti della politica. E invece no, nel Movimento 5 Stelle sono davvero gente di cultura. La gggente con tre g, che diventano Scrittori con la S maiuscola. Uno dei primi è stato quel grande intellettuale di Danilo Toninelli, già ministro indimenticato alle Infrastrutture. Io, ad esempio, ricordo benissimo che sarebbe stato meglio scordarsi della sua esistenza. Ma lui ha scritto “Non mollare mai”, che più che una biografia pare una minaccia. Alessandro Di Battista sicuramente ha stile, e infatti ha scritto ben tre libri. Recentemente è uscito il volume di Luigi Di Maio, “Un amore chiamato politica”. Ci stavamo abituando al fatto che nel Movimento 5 Stelle sanno scrivere quando ci è arrivato addosso come un fulmine anche il libro di Vincenzo Spadafora, “Senza riserve”, con tanto di coming out in prima serata. Sono contento per lui, anche se le sue abitudini sessuali, come quelle di tutte le altre persone nell’orbe terraqueo, non mi interessano un piffero. Qualche altro me lo sarò scordato, anche se confesso che di soli due vorrei davvero comprare le fatiche letterarie. La prima è Laura Castelli, e mi piacerebbe che si cimentasse sul tema: “Non so niente di spread ma mi nominano sempre nel governo”. Il secondo invece è Nicola Morra. Pare abbia chiesto indietro tutte le indennità a cui aveva rinunciato, con tanto di vanteria social e tv. Ha chiesto alla Casellati, presidente del Senato, i 1500 euro al mese per tutti i mesi passati alla presidenza dell’Antimafia. Per lui avrei già il titolo pronto, mutuato da Patrick McGrath: “Grottesco”.

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