Francamente è un periodo che non capisco molto la mia città. Pare un po’ sprofondata in una fastidiosa apatia frutto di tanta vanagloria. Milano è bella, Milano è avanti. Sono tornati a girare un po’ di danè, e così tutti sono contenti. Poi però, tra il lusco e il brusco, è aumentato il biglietto dell’Atm. Ma nessuno se ne infischia niente. Al boschetto della droga una partorisce sotto una tenda, e anche qui, tolleriamo che esista. Sulle strade di Milano ci sono decine e decine di binari morti di Atm, che andrebbero rimossi tutti perché fanno cadere decine di ciclisti e motociclisti. In via Manzoni, nel cuore di Milano, il pavè pare un puzzle distrutto, mezzo sollevato e mezzo no. Ma chissene. L’importante è che la grana giri e lo striscione per Regeni, che francamente ha fatto il suo tempo e può essere riposto insieme a “verità per Pinelli”, e altri mille casi vintage. L’opinione pubblica una volta era più calda. Forse perché aveva a cuore la città. Oppure perché era meno ubriaca di piccoli e grandi eventi e camminava per strada, smoccolando a ogni inciampo.

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