C’era una volta la politica. Ora, oggi la mia rubrica sarà dedicata a Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare del Comune di Milano.
Quindi mi corre l’obbligo di fare un po’ di precisazioni preventive. Punto primo: Majorino lo conosco da tantissimi anni. E penso che sia un politico abile. Sempre sul filo del fuorigioco, dentro-fuori il partito, con un senso del ritmo notevole. Punto secondo: Salvini lo conosco da tanto quanto Majorino. Pensate che a un certo punto erano rubrichisti, entrambi, per Affaritaliani.it. E che chi era chiamato ad impaginarli e titolarli, ero proprio io. Per entrambi ho simpatia: non devo né voglio nulla da entrambi.
Ora, ieri sera Pierfrancesco Majorino ha postato un’inchiesta dell’Espresso che “condanna” (sì, condanna, poiché è un’inchiesta a dir poco assertiva) Salvini perché avrebbe usato i soldi di Bossi. La solita cosa: si usa la giustizia anche prima che ci sia un giudizio. E Majorino fa, compulsivamente, quello che la sinistra ha fatto per almeno 20 anni prima che qualcuno, ovvero il Movimento 5 Stelle, lo facesse a lei: usa le inchieste, giudiziarie e giornalistiche, per screditare l’avversario politico. Funziona così. Solo che quando lo fanno a Berlusconi va bene. Se di mezzo mettono Renzi, già meno. E se ci finisce qualche mostro sacro della sinistra sinistra, allora apriti cielo. Ma è raro. Corre quindi l’obbligo di ricordare a Pierfrancesco Majorino di quanto scriveva il 20 novembre 2015 Majorino. Glielo rileggo io: “Quella dell’Expo è stata un’esperienza bellissima, per tanti e per la città. E resta tale. Ma colpisce, e non si può non dirlo, il fatto che diversi suoi protagonisti siano coinvolti in vicende giudiziarie. Il fatto che oggi, nell’ambito dell’inchiesta che chiama in causa anche Roberto Maroni, sia stato condannato a 4 mesi il dg di Expo 2015 Spa, Christian Malangone, per me è un problema. Penso che la cultura della legalità e della trasparenza e la scelta delle persone sulla base della loro moralità debbano essere ciò che contraddistingue chi si trova a gestire la ‘cosa pubblica’”.  Malangone, poi, è stato assolto con formula piena. E adesso è pronto ad arrivare a Palazzo Marino come direttore generale. Quando si dicono i casi della vita. Che cosa gli dirà Majorino? Ops, mi sono sbagliato? E se dovessero assolvere, archiviare, prosciogliere Salvini? Che fa, gli manda una colomba della pace? Gli fa fare una marcetta senza muri? Un pranzo in condivisione? Forse sarebbe meglio che tutti insieme ci ripetiamo: non usare la giustizia in politica, non usare la giustizia in politica, non usare la giustizia in politica. Altrimenti poi, quando lo fa il 5 Stelle, non esiste giustificazione per dire loro che sbagliano.
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