C’era una volta Giorgio Gori. E diciamocelo, visto che i fatti vanno onorati: è stato un disastro per il centrosinistra. Adesso ci sarà il tempo delle analisi. Noi su Affaritaliani.it Milano abbiamo pubblicato un commento urticante sulla sinistra al caviale, la sinistra dei manager, e il distacco con la città. In effetti, siamo al centro di una narrazione che rischia di distoglierci dal punto nodale: Milano è spaccata in due. Da una parte c’è la città del centro, tanto bella da risultare vincente per il centrosinistra, o meglio – poco perdente giacché pure al centro il centrosinistra ha perso, ma di un filo. Dall’altra, le periferie. Dove le periferie non sono solo Milano, ma anche tutto l’hinterland. Assistiamo a una stagione di sindaci validi, come Beppe Sala, ma anche di tanti sindaci dalla scarsa qualità politica, e penso ad alcune tra le più grandi città dell’hinterland. Assistiamo a una stagione di dirigenti politici validi, a sinistra, ma anche tra i più scarsi in assoluto. E’ un quadro frammentario, dove c’è il bianco e anche il nero, e c’è poco spazio per il grigio. E allora, Fontana è il bianco, Gori è il nero. Per l’uno si spalancano le porte della Regione, per l’altro il ritorno a Bergamo è mesto. Ora si vedrà. Ad ogni modo, come spesso abbiamo detto, la democrazia ha bisogno di contrappesi. E in questo momento non ce ne sono affatto.

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