Qualche giorno fa la Polizia locale ha arrestato in Galleria Vittorio Emanuele II una donna per aver utilizzato carte di credito clonate e aver acquistato o tentato di acquistare oggetti di lusso per 59 mila dollari.

Al momento dell’arresto la signora K.A.J., inglese, 31 anni, alta 1,80, elegante, completo nero e décolleté rosse, era appena uscita da una boutique dove aveva acquistato diverse borse per un valore di circa 9 mila dollari utilizzando una carta di credito. Fermata per un accertamento dall’Unità antiabusivismo della Polizia locale coordinata dal Comandante Antonio Barbato, ha mostrato immediatamente un atteggiamento di grande nervosismo che ha insospettito gli agenti che hanno deciso di approfondire i controlli. Oltre ai documenti sono state fatte alcune verifiche sulla carta di credito che aveva utilizzato per gli acquisti. Con una telefonata alla società che aveva erogato la carta gli agenti hanno accertato che era stata clonata e il numero identificativo faceva riferimento al vero proprietario, un signore belga.

Ne sono seguiti ulteriori controlli su alcune tra le 11 carte di credito che la signora aveva nel portafogli, intestate a lei e ad altre persone. Quattro di queste appartenevano ad altrettanti signori, tutti belgi, ed erano state utilizzate per fare, o tentare, numerosi acquisti nel quadrilatero della moda, orologi e accessori, rigorosamente griffati.

Durante gli accertamenti il telefono di K.A.J. continuava a suonare ed è stato controllato dagli inquirenti che vi hanno trovato le schermate di tre carte d’imbarco per un aereo in partenza da lì a un paio d’ore da Malpensa per Londra. Due biglietti erano intestati alle stesse persone risultate intestatarie di alcune carte di credito in possesso della donna. In collaborazione con la Polizia aeroportuale è stata diramata immediatamente una segnalazione a Malpensa per bloccare i presunti complici della donna ma, evidentemente insospettiti dalle chiamate non risposte, nessuno si è presentato alla partenza.

La donna è stata arrestata per frode in concorso con alcuni complici che sono rimasti ignoti.

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