Non mi piace fare previsioni, ma visto che sono un papà di due bambini che vanno uno alla scuola materna e l’altra alla scuola elementare, e che ho la fortuna di esercitare il mestiere del giornalista, a volte sono costretto da un istinto di autoconservazione e anche perché mia moglie francamente mi obbliga a fare previsioni non richieste. Che oggi voglio condividere. Dunque, ho una mia personalissima tesi su quel che succederà nei prossimi mesi con il Covid. Con una premessa: pubblicheremo prestissimo un articolo nel quale si dimostra che le big pharma che stanno studiando il vaccino in Borsa non solo non crescono, ma proprio sono rimaste tutte inchiodate. Malgrado i sussidi statali, che negli Stati Uniti sono una cosa seria, che dovrebbero far supporre esplosioni a Wall Street, sono inchiodate. Quindi, il mercato non crede ai vaccini. E io ho il difetto che credo ai mercati: generalmente quando si parla di soldi, ci azzeccano spessissimo. Dunque, la mia personalissima tesi è che il vaccino non è vicino. Però in compenso è vicino l’inverno. E da metà ottobre in poi, chi ha un figlio lo sa perfettamente, i bambini si ammalano. Tutti. Sempre. E tutti sempre hanno almeno fino a marzo raffreddori intermittenti, mal di gola, qualche linea di febbre qui e una diarrea là. A scuola sono rigidi: appena ha la febbre il figlio sta a casa. Prima previsione: prevedo una valanga di malattie richieste dai genitori che non sono in smartworking. Seconda previsione: la maggior parte di questa arriverà dalle madri, che così si troveranno a ritornare istantaneamente agli anni ’50. Uomo al lavoro, donna a casa. Questo non va bene e non fa bene alla società. Terza previsione: vivremo nella psicosi fin quando non ci abitueremo. Ultima e definitiva previsione: in attesa che qualche cervellone scopra come dimenticarci del virus dobbiamo abituarci alla presenza del virus. Ad ammettere che forse capiterà a noi, proprio a me e proprio a te, di ammalarci. Che non saremo appestati come i sieropositivi negli anni ottanta. E che la politica dovrebbe iniziare ad attrezzarsi ora, subito, per andare a proteggere gli anziani, quelli che davvero rischiano di più gli effetti del Covid.

fabio.massa@affaritaliani.it

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