Coronavirus, al Pirellone l’esposizione “La voce degli occhi”

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Una storia di grande dolore ma anche di speranza e ripartenza. Questo racconta l’esposizione “La voce degli occhi” inaugurata questa mattina a Palazzo Pirelli, nello Spazio Book Crossing (piano terra), realizzata dai ceramisti di Deruta (Perugia) e di Gzhel (Russia) per conto dell’“Associazione Deruta Città del Mondo”. Le ceramiche ritraggono volti con mascherina per ricordare quanti hanno perso la vita a causa del Covid 19 e quanti l’hanno invece spesa per salvarla agli altri. In ogni volto, realizzato da un artista diverso, viene valorizzato lo sguardo, che proprio durante l’emergenza ha sostituito la parola e i sorrisi. L’opera, che si presenta con una struttura a forma circolare, è stata realizzata da artigiani di due città famose in tutto il mondo per la produzione di ceramiche artistiche e resterà esposta a Palazzo Pirelli e aperta alle visite per un mese. Successivamente verrà donata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, simbolo della lotta alla pandemia, e due ceramiche saranno destinate agli ospedali più rappresentativi di Mosca e New York.

Nei diversi interventi è stato evidenziato come l’opera “sia ispirata da questo tempo strano che stiamo vivendo a causa del Covid 19. Nella difficoltà di stare insieme normalmente – è stato detto – senza mascherine e a distanza ravvicinata, sono effettivamente gli occhi che comunicano emozioni e sentimenti. La pandemia, con il grande dolore che ha provocato e le enormi conseguenze che sta avendo sulla vita di tutti noi, andrà ricordata anche attraverso monumenti come questo”. All’inaugurazione erano presenti il Presidente del Consiglio regionale e l’Ufficio di Presidenza, la curatrice della mostra, la direttrice dell’ASST Papa Giovanni di Bergamo, la direttrice del Centro Scienza e Cultura Russa a Roma, per la Giunta il sottosegretario alla Presidenza della Regione, e Marco Carrara, di Albino, uscito dalla quarantena dopo 5 mesi, che ha voluto essere presente in  rappresentanza di tutti i bergamaschi che hanno lottato contro il Covid.

 

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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