È praticamente impossibile da capire. In Italia, pervicacemente, la politica si ostina a lasciare la funzione politica ai tribunali. E non si capisce poi con quale faccia si presenti a parlare di giustizia e di ingerenza di giustizia nella politica. Ora, che ci sia in atto un attacco anche giudiziario sulla Lombardia è chiaro ed evidente. O meglio, chiarisco: i magistrati hanno il dovere di accertare se ci siano stati illeciti su tutta una serie di argomenti. Ci sta. Però il problema è che il circo mediatico ha già trasformato Fontana in un boia, il cognato in un ladro, Cajazzo in uno stupido e via discorrendo. Proprio in base a quelle notizie di reato che non hanno ancora neppure un nome sul registro degli indagati. Insomma, siamo all’assurdo. E se io capisco, senza ombra di dubbio, che c’è una maggioranza e una opposizione e che il sale della democrazia è tutto teso nello scontro e nel confronto delle due, parimenti non comprendo proprio perché si debba ricorrere sempre ai magistrati per aver ragione prima ancora che le carte finiscano davanti a un giudice. E la cosa che mi fa sorridere oggi è che gli stessi che hanno protestato per l’uso politico della magistratura, e dunque la Lega e Salvini, vogliano ripagare Conte delle cattiverie su Alzano e Nembro proprio ricorrendo alla diffusione della notizia che Conte sarà interrogato come era stato interrogato Fontana. E dunque? Mica c’è una condanna eh, c’è solo che lo stanno ascoltando. Ma il peggio lo esprimono quei media che hanno usato tutte le inchieste contro la regione e che oggi per difendere Conte attaccano Salvini che usa la magistratura, la stessa che hanno usato loro, per delegittimare Conte. Di più: in giunta regionale lombarda, che contesta l’uso politico degli atti giudiziari c’è chi, Riccardo De Corato, senza dire niente al suo presidente Fontana, ha deciso di presentare un esposto contro la pista ciclabile di Beppe Sala. Pensate che bel cortocircuito. Al centro, la magistratura, che come al solito è odiata da tutti, ma da tutti usata e abusata.

fabio.massa@affaritaliani.it

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