Sala ha fatto qualcosa alla Beppe Sala.

Io un po’ il sindaco di Milano, a livello personale, lo conosco.

E’ uno che quando gli girano gli girano. Non è un freddo calcolatore, ma un fumantino che ha imparato a calcolare. Così, immagino il suo estremo dolore nel dover affrontare, giorno dopo giorno, le continue intemperanze di Milan (soprattutto) e Inter. Le pressioni sullo stadio e su quello che comporta. Gli errori. Errori marchiani. Perché trattare con la pubblica amministrazione, con l’autorità politica, è una cosa delicata. Non si fa come raider di borsa. Non si fa smentendo le interviste che il proprio ufficio stampa rilascia per iscritto. Per parlare con la pubblica amministrazione bisogna essere trasparenti, bisogna seguire le procedure. E come disse l’assessore al Bilancio Roberto Tasca a un Mazzoncini allora grande capo delle Ferrovie, bisogna rivolgersi con molta cortesia e poca virilità.

Così, Beppe Sala ieri è sbottato. Basta pressioni dai club. Che poi, dei club, è uno solo. Ovvero il Milan. L’altro lo segue a ruota, e chissà per quanto. Ma a noi milanesi non interessa. A noi interessa che le squadre tornino a vincere, e che lo stadio sia sicuro, perché bello lo è già. E che non ci freghino verde, valore, futuro, armonia della città. Tornare sul metodo forse potrebbe aiutare il merito, in questo caso.

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