Allora, quel che mi chiedo è: dove è finita la sinistra. Non quella storica, quella degli operai, perché finiti gli operai, finita pure la sinistra. Ma quella moderna, quella che si proponeva di governare, di essere partito maggioritario. In fondo, ci dovrebbero essere tutte le migliori condizioni per realizzare la rinascita della sinistra. Pensateci. Nessuna fronda a sinistra, visto che gli scissionisti di Bersani sono rientrati tutti e articolo 1 e Mdp sono sigle vuote. Mancano solo Laforgia e i due liocorni. Secondo punto: stare all’opposizione aiuta a ricostruire: non bisogna fare scelte impopolari e non bisogna per forza litigare per mantenere la sedia. Terzo punto: non ci sono pressioni all’orizzonte. Sì, si andrà a votare forse presto, ma comunque sia, nessuno si aspetta che il Pd debba prendere il 40 per cento di cinque anni fa, quindi Zingaretti può stare tranquillo e lavorare. Quello che mi aspetterei sarebbero una serie di parole d’ordine. Una serie di idee, perlomeno in embrione, che segnino il rilancio. E non solo uno stanco trascinarsi verso le ferie estive, ché fa caldo e non ce la si fa più. Forse non c’è più neppure la sinistra che lavorava a giugno e luglio. E questo – francamente – pare un problema.

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