Assolombarda espone lo storico costume di scena del Rigoletto

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Lo storico abito del “Rigoletto”, realizzato per l’omonimo adattamento andato in scena nel 1995 al Teatro alla Scala, da questa mattina e per tutto il mese di febbraio sarà esposto all’ingresso di Assolombarda, presso la sede di via Pantano, 9.

L’iniziativa rappresenta il quinto capitolo del progetto “Forse non tutti sanno che…” di Assolombarda, che prevede l’esposizione all’interno dell’Associazione di un oggetto iconico dell’industria e della cultura italiana.

“Oggi celebriamo due straordinarie eccellenze del made in Italy, che ci rendono davvero orgogliosi – ha dichiarato Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda –. L’abito del Rigoletto è innanzitutto un omaggio al Teatro alla Scala, culla del Risorgimento italiano e della rinascita del Dopoguerra. Oggi simbolo della Grande Milano e della sua vocazione internazionale nel mondo. Ma questo costume vuole essere anche un omaggio alle imprese del settore tessile, a quell’artigianalità, qualità e cura dei dettagli, caratteristiche della tradizione industriale italiana. Basti pensare che un aspetto fondamentale di ogni messa in scena è la realizzazione dei costumi, i cui tessuti vengono scelti interpellando le migliori aziende di filati al mondo, tra cui tante italiane”.

“I laboratori del Teatro alla Scala sono una realtà di eccellenza che perpetua una tradizione straordinaria e contribuisce al pari degli artisti al successo degli spettacoli – aggiunge Alexander Pereira, Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala –. Presentare il costume disegnato dal premio Oscar Franca Squarciapino per Rigoletto nel contesto del progetto “Forse non tutti sanno che…” significa per noi ribadire la continuità tra il lavoro dei nostri scenografi, i nostri pittori e i nostri sarti e la rete produttiva lombarda e italiana. Una cultura artigianale che deve essere tramandata alle nuove generazioni: per questo Rigoletto tornerà in scena nel prossimo autunno con le giovani forze della nostra Accademia”.

Il costume del “Rigoletto” è stato disegnato da Franca Squarciapino, celebre costumista già vincitrice del Premio Oscar ai migliori costumi nel 1991, che ne ha seguito anche la produzione.

La sua realizzazione è stata particolarmente complessa per via della caratteristica gobba sulla spalla destra del personaggio, che ha reso necessarie circa 40 ore di lavoro. Per l’abito è stato scelto un tessuto broccato dai colori bluastri su catena nera, tinto e stampato manualmente con un disegno dorato a rilievo e completato da una gorgiera di tulle e pizzo rosso. Un importante accessorio è il cappello giullaresco in velluto e lurex, decorato con passamanerie dorate e con palle di legno smaltato.  L’abito del “Rigoletto” è solitamente conservato, insieme ad altri 60mila, presso il magazzino costumi Caramba, all’interno dello spazio Ansaldo a Milano. Si tratta di un’imponente struttura di 20mila metri quadrati, divisa in tre padiglioni, capace di ospitare la maggior parte delle lavorazioni artigianali e degli allestimenti scenici: scenografia, scultura, termoformatura, falegnameria, officina meccanica, assemblaggio scene, sartoria, elaborazione costumi, lavanderia.

Forse non tutti sanno che in una stagione, al Teatro alla Scala, si realizzano tra gli 800 e i 1000 nuovi costumi, mentre 1.500 circa vengono ripresi e messi a misura tra quelli di repertorio. Anche il costume del “Rigoletto” proprio quest’anno verrà riportato sul palco della Scala dal 2 al 22 settembre, sotto la regia di Gilbert Deflo e con le scenografie di Ezio Frigerio.

Carlo Bonomi e Alexander Pereira
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