Formigoni tra i condannati a risarcire 47,7 milioni a Regione Lombardia

La Cassazione condanna definitivamente il "Celeste" e gli altri protagonisti dello 'scandalo Maugeri' al maxi risarcimento per danno erariale.

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E’ stata convalidata, dalle Sezioni Unite civili della Cassazione, la sentenza d’appello della Corte dei Conti che nel 2021 ha condannato l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni e la Fondazione Salvatore Maugeri – insieme agli ex vertici dell’Istituto di cura, il presidente Umberto Maugeri e il direttore centrale Costantino Passerino, all’ex assessore lombardo alla Sanità Antonio Simone e all’ex faccendiere Pierangelo Daccò – al pagamento, in favore della Regione Lombardia, “dell’importo di 47.485.583 milioni di euro, a titolo di risarcimento del danno erariale” per la vicenda di corruzione con al centro un “gravissimo sistema illecito di storno di denari pubblici a fini privati”. Il verdetto della Suprema Corte  ha respinto il ricorso della ‘Fondazione Salvatore Maugeri Clinica del Lavoro e della Riabilitazione’ contro la condanna emessa nella capitale dalla Seconda sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello, depositata il 21 aprile 2021. Il ricorso della Fondazione era diretto nei confronti di tutte le persone coinvolte nello scandalo giudiziario, e anche gli ex vertici Costantino Passerino e Umberto Maugeri si sono appellati alla Suprema Corte. Nel respingere i reclami, gli ‘ermellini’ hanno ricordato le sentenze penali “intervenute per tutti” e che “avevano riconosciuto la loro responsabilità per i reati di associazione a delinquere, atti contrari ai doveri di ufficio, corruzione”. In particolare, i supremi giudici hanno messo in evidenza la sentenza di condanna della Corte di Appello di Milano per Formigoni e Passerino, confermata dalla Cassazione; la sentenza di patteggiamento per Maugeri e la Fondazione; la sentenza di condanna del Tribunale di Milano per Daccò e Simone, passata in giudicato”. Nel contestare la competenza della Corte dei conti ad occuparsi del caso, e dunque a condannare alla rifusione del danno erariale, la Fondazione e gli ex vertici hanno sostenuto che “mancherebbe il vincolo di destinazione delle somme ricevute dalla Fondazione dalla Regione Lombardia” e che “le somme entrate nel patrimonio” dell’ Irccs Maugeri’ sarebbero “attratte definitivamente nella struttura aziendale del privato” e avrebbero perso “il loro valore pubblicistico”. In proposito, gli ‘ermellini’ hanno obiettato che “è sufficiente evidenziare che i finanziamenti, poi distratti, non potevano che essere destinati alle finalità pubbliche per le quali erano stati erogati e non ad altre, e di certo non potevano essere retrocessi a favore dei corruttori/corrotti con sviamento di tali finalità pubbliche”.

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