A Milano apre Musa, il museo delle ossa

Duemila anni di Milano raccontati con le ossa. Una delle collezioni scheletriche più grandi al mondo, composta da quasi 10 mila scheletri principalmente di Milano e della Lombardia, di ogni epoca storica.

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Foto di Matteo Chiari

A Milano nasce MUSA, il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, mediche e forensi per i Diritti Umani dell’Università Statale di Milano. Sarà coordinato da Cristina Cattaneo, docente di Medicina Legale e Antropologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute e responsabile scientifico del Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense della Statale. La nascita di MUSA è stata possibile grazie al supporto di Fondazione Cariplo, Fondazione Isacchi Samaja Onlus e Terre des Hommes. Il Museo ha avuto il patrocinio di S.I.M.L.A., Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni e di OMCeO Milano, Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano.
L’obiettivo del Museo Universitario è di diffondere il ruolo delle scienze mediche, antropologiche e forensi nella lotta alla violenza e nella tutela dei diritti umani: tutti infatti sanno che la medicina e le discipline scientifiche curano le infezioni, i tumori e molte altre malattie, ma pochi conoscono il ruolo fondamentale che queste hanno nel contrastare le violazioni dei diritti umani. Protagoniste sono quindi le discipline che si occupano di studiare il corpo in tutte le sue forme per ricostruire un passato, remoto o recente, attraverso l’esame del cadavere, dello scheletro e del vivente.

Foto di Matteo Chiari

“Scienza e Medicina, applicate al corpo in tutte le sue forme, diventano un’arma formidabile per contrastare la violenza e tutelare i diritti umani. Questo è il messaggio che il MUSA vuole portare, per progettare un futuro migliore anche attraverso una nuova lettura del passato”, spiega Cristina Cattaneo.

“Sono molto lieto di prendere parte all’inaugurazione del Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, mediche e forensi per i diritti umani, che per noi rappresenta il primo di una serie di nuovi insediamenti che contribuiranno alla valorizzazione del polo di Città Studi”, dice il Rettore della Statale di Milano Elio Franzini. In linea con il carattere interdisciplinare del nostro Ateneo, MUSA rappresenta una sintesi originale e inedita tra scienze antropologiche, discipline storiche, tutela della salute e difesa dei diritti umani”, conclude Franzini.

MUSA nasce dal Labanof e si basa sulla CAL – Collezione Antropologica del Labanof, costituita nel 2017 come collezione osteologica dall’Ateneo milanese, riconosciuta da Regione Lombardia nel 2018 come raccolta museale. costituita grazie alla collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Archeologici, la Regione Lombardia, il Comune di Milano, la Procura della Repubblica di Milano e ATS.

Una parte della collezione antropologica è formata da scheletri provenienti da necropoli antiche, l’altra da cimiteri moderni e da resti non reclamati, un patrimonio unico per creare nuovi metodi per stabilire l’identità, le malattie e le cause di morte violente su resti umani, sia per la storia che per la giustizia.

Le sezioni di MUSA
Sono attualmente sei, dotate di pannelli, diorami, esposizioni, animazioni e video. Avranno anche QR code, una piccola zona dedicata ai non vedenti, con audioguida e modelli tattili, e una postazione computer su prenotazione per la consultazione guidata di casi giudiziari conclusi sia nazionali che internazionali, filmati, opinioni, podcast sugli argomenti.

MUSA sarà aperto al pubblico a partire da mercoledì 2 novembre con ingresso gratuito, con i seguenti orari

  • Martedì: 14-18
  • Mercoledì: 14-18, con accoglienza dei soci volontari del Touring Club Italiano
  • Giovedì: 14-18
  • Venerdì: 9-18 (dalle 14 alle 18 con accoglienza dei soci volontari del Touring Club Italiano)
  • Sabato 9-13. con accoglienza dei soci volontari del Touring Club Italiano
  • Domenica e lunedì: chiuso

Ingresso al Museo: via Ponzio, 7

Per info e prenotazione gruppi: musa@unimi.it

L’apertura al pubblico sarà possibile anche grazie all’accoglienza dei soci volontari del Touring Club Italiano, nell’ambito del progetto Aperti per Voi, iniziativa che dal 2005 favorisce l’apertura sistematica e continuativa di luoghi d’arte e cultura

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