Union jack a mezz’asta fuori e, dentro, mazzi di fiori e un libro su cui lasciare un ricordo. Al Consolato Generale Britannico di Milano, in via S. Paolo 7, è possibile commemorare la regina Elisabetta II d’Inghilterra, scomparsa ieri pomeriggio a 96 anni nel castello scozzese di Balmoral. Secondo quanto riportato dai dipendenti del Consolato, bisognerà attendere qualche giorno per altri momenti commemorativi che, a Milano, potrebbero tenersi nella Chiesa anglicana di via Solferino. Al momento è possibile lasciare sul tavolino messo all’ingresso del Consolato, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17, mazzi di fiori e scrivere un ricordo sul libro delle condoglianze posizionato su un tavolino vicino, adornato dal ritratto fotografico della regina e da un vaso di grandi rose bianche. “A me la regina ha sempre affascinato come figura. Io sono nata e lei già c’era, ho studiato lingue e ho sempre avuto amore per la cultura britannica”.

Sofia, 27 anni di Milano, è venuta al Consolato per lasciare un mazzo di gigli bianchi. Per lei Elisabetta II è un modello, in quanto “ha sempre vissuto la storia umilmente, senza dettare legge, ma è stata un simbolo per il suo popolo, a cavallo dei due secoli. È riuscita anche ad avvicinarsi a noi più giovani, è riuscita a mostrarsi nonna, anche ironica, pensiamo al video di presentazione delle Olimpiadi di Londra del 2012 con James Bond o quello in cui beve thé con l’orsetto Paddington in occasione del giubileo di platino. È una donna che ha visto la storia e anche per me, che sono una giovane donna, ha contribuito a creare un modello. Ha lasciato nel mondo un’impronta che mai nessuno ha eguagliato ed eguaglierà. In Inghilterra i regni più longevi sono sempre stati sotto le donne, prima con la regina Elisabetta, poi Vittoria e infine lei”.

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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