Seguiva le vittime in monopattino, l’arrestato ‘non ricorda’

"Non ricordo, non posso essere stato io". E' apparso confuso nell'interrogatorio di garanzia il 21 enne milanese arrestato con l'accusa di avere abusato di quattro donne dopo averle seguite in monopattino.

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Non ha ricordi precisi “di quelle sere”, in cui avrebbe aggredito, secondo l’accusa, quattro donne, perché “bevevo e assumevo psicofarmaci”. E non ha saputo dire dove fosse in quei momenti ma, ha aggiunto, “non mi sembra che siano cose che potrei commettere io”, perché ha sostenuto di aver un “buon rapporto” con le ragazze. Così si è difeso, nell’interrogatorio davanti al gip di Milano, il 21enne arrestato nei giorni scorsi per quattro casi di violenze sessuali e che, secondo le indagini della Squadra mobile, si muoveva con un monopattino per seguire le vittime. Nell’interrogatorio era assistito dal legale Walter Massara. Da quanto si è appreso, il giovane, che sarebbe apparso confuso nell’interrogatorio di garanzia, si è difeso, in sostanza, cercando di spiegare che non ha ricordi di quelle sere, tra maggio e giugno scorso, in cui avrebbe seguito e abusato delle quattro giovani, perché in quel periodo beveva alcol e assumeva psicofarmaci. Allo stesso tempo, ha messo a verbale anche che non è da lui commettere violenze sessuali, perché ha rapporti normali e buoni, ha sostenuto, con le donne. Ha raccontato pure di aver iniziato un percorso terapeutico, anche con assunzione di farmaci, dopo la morte del padre. Morte del genitore, come causa scatenante dei suoi problemi, a cui aveva fatto riferimento anche quando era stato sentito nel processo per maltrattamenti ai danni della madre, che si è chiuso con una condanna per lui in primo grado. Allo stato, comunque, la difesa non ha depositato documenti medici per attestare l’assunzione di psicofarmaci. E non ha depositato istanze di revoca della misura cautelare dei domiciliari. L’inchiesta, come si legge nell’ordinanza, vede al centro “quattro diversi episodi di violenza sessuale”.

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