#bollettefuoricontrollo, Confindustrie del Nord: rischio deindustrializzazione

I presidenti delle Confindustrie di Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte: "Tempo ampiamente scaduto, decisione Ue non più differibile". Intanto il prezzo del gas ad Amsterdam scende a 260 euro in vista dello sganciamento della corrente dal gas e del price cap.

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Ammontano a 40 miliardi gli extra costi dell’emergenza energetica: “l’impatto è devastante con il rischio di deindustrializzazione e minaccia alla sicurezza nazionale”. E’ l’allarme dei presidenti delle Confindustrie di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, Annalisa Sassi, Francesco Buzzella, Marco Gay e Enrico Carraro che hanno incontrato gli assessori allo Sviluppo Economico delle quattro regioni Vincenzo Colla, Guido Guidesi, Andrea Tronzano e Roberto Marcato. “Il tempo è ampiamente scaduto e una decisione in sede Ue non è più differibile” affermano.

Il prezzo del gas scende sotto i 260 euro, dopo le fiammate delle settimane scorse, e torna ai livelli di metà agosto. I mercato guarda alle aperture in Europa sul fronte del “decupling” gas-elettricità (lo sganciamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas) e sul “price cap” (il tetto al prezzo del gas su cui la Ue si appresta a prendere una decisione. Ad Amsterdam le quotazioni si attestano a 257 euro al megawattora, con una flessione del 5,5%, dopo aver toccato un minimo di giornata a 242 euro. A Londra il prezzo scende a 465 penny al Mmbtu, con un calo del 26%.

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