“La bolletta del mio supermercato da 12 mila a 48 mila euro”

Al microfono di Radio Lombardia Nicola Rotasperti, titolare di due punti vendita Conad in provincia di Bergamo e membro della giunta di Confesercenti: "Situazione insostenibile ormai in tutti i settori, la politica deve mettere la questione energia al primo punto dell'ordine del giorno".

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Preoccupa e non poco la stima degli aumenti relativi ai rincari previsti in bolletta nei prossimi mesi. Secondo le stime di Confesercenti, elaborate su dati Innova, Unioncamere e Agenzia Entrate, se nel 2020 e 2021 un bar spendeva in media 6.700 euro per le bollette di luce e gas, nei prossimi dodici mesi, ipotizzando che gli aumenti attuali restino costanti, lo stesso bar spenderà 14.740 euro. Un aumento del 120 % e un’incidenza sui ricavi aziendali che passa dal 4,9 % al 10,7 %.  Allo stesso modo, un albergo medio vedrà lievitare la spesa per la bolletta energetica da 45.000 euro a 108.000 euro (+140% con un’incidenza di oltre 25 punti percentuali sui ricavi). Un esercizio di vicinato da 1.900 euro a 3.420 euro (+80 %) e un ristorante da 13.500 euro a 29.700 euro (+120%). Per le imprese, stima ancora Confesercenti, è chiaramente impossibile gestire aumenti di costi così rilevanti, cui si aggiungono anche quelli delle materie prime alimentari, traslando sui prezzi di vendita gli interi importi. Il rischio è che il 10% delle imprese esca dal mercato, ovvero circa 90mila imprese per un totale di 250mila posti di lavoro a livello nazionale.  Particolarmente preoccupanti sono le previsioni per supermercati e ipermercati, dove gli aumenti potrebbero cancellare in una stagione gli incrementi di fatturato dell’ultimo periodo, vanificando la ripresa. Sul tema e sulla necessità di intervenire si è espressa in particolare Conad Centro Nord, realtà della GDO che a Bergamo e provincia conta una presenza molto importante. Nicola Rotasperti membro di Giunta Confesercenti nonché membro del Consiglio di Amministrazione di Conad Centro Nord e titolare dei punti vendita Conad di Almenno San Bartolomeo, Almé e Bergamo spiega: «Quando sono arrivate le bollette di luglio pensavo ad uno scherzo, ma l’incubo si è purtroppo rivelato una realtà. Cifre di quattro o cinque volte superiori alle precedenti. Una situazione insostenibile che ci spinge a rivedere tutti i nostri programmi di sviluppo e di investimento. Una tale situazione va affrontata con priorità assoluta per evitare una probabile recessione con impatti economici e sociali molto pericolosi».  Sentiamo Rotasperti al microfono di Radio Lombardia. 

 

 Antonio Terzi, presidente di Confesercenti Bergamo aggiunge: «D’accordo con quanto Confesercenti sta proponendo a livello nazionale pensiamo che l’unico modo per controllare questa variabile sia estendere anche alle piccole imprese il credito d’imposta per l’energia elettrica (imprese con potenza < di 16,5 kwh), aumentare le percentuali di credito d’imposta almeno fino al doppio (da 15 a 30 e da 25 a 50 per il gas) e prorogare gli interventi almeno fino al 31 dicembre 2022. Al tempo stesso, mettere in campo interventi paralleli più significativi, di medio periodo ma realizzabili in tempi relativamente brevi, per la diversificazione delle fonti e favorire con un bonus al 110% gli investimenti di chi può rendersi autonomo attraverso la produzione di energia pulita». 

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