Duomo Milano, vetrate e dettagli accessibili in digitale

In questo modo le bellezze architettoniche poco note o visibili nei percorsi turistici tradizionali potranno essere ammirate "in digitale".

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E’ stato presentato stamane il progetto ‘Milan Cathedral: Remixed’. Realizzato dalla collaborazione tra la Veneranda Fabbrica del Duomo e Google Arts & Culture, l’iniziativa ha portato alla digitalizzazione del patrimonio artistico culturale della cattedrale di Milano. In questo modo le bellezze architettoniche poco note o visibili nei percorsi turistici tradizionali potranno essere ammirate “in digitale”. Oltre 500 immagini, più di 50 vetrate digitalizzate per un totale di oltre 2.000 antelli in Gigapixel, 15 percorsi su Street View nella Cattedrale e all’interno del Museo del Duomo: questi i numeri del ‘Duomo in digitale’, un processo he ha richiesto un lavoro di due anni e ora visitabile all’indirizzo http://artsandculture.google.com/project/milan-cathedral .

“È un evento importante per noi e per la storia stessa dell’evoluzione della tutela dell’arte”, ha commentato l’arciprete del Duomo monsignor Gianantonio Borgonovo. “Applichiamo alle nostre 55 vetrate lo stesso sistema di tutela che Google ha già applicato alla sezione libraria – ha proseguito -. Il primo grande valore è la condivisione e vogliamo che tutti abbiano la possibilità di conoscere questo tesoro accumulato nei secoli dal Duomo di Milano”.
Monsignor Borgonovo ha più volte sottolineato il valore della condivisione di quello che, solo parlando di vetrate, è “un patrimonio artistico immenso, però magari impossibile da vedere tutto perché troppo in alto e in alcuni punti irraggiungibile”. “Condividiamo quindi con intelligenza evitando di favorire soltanto un intervento fraudolento intorno alle materie artistiche. Nella costruzione di questa digitalizzazione delle immagini delle vetrate abbiamo contribuito con la nostra ‘arte di cantiere’. Google ha messo il frame entro cui collocare questa operazione di digitalizzazione, noi abbiamo messo il patrimonio e l’abilità per raggiungere lo scopo”, ha aggiunto.
Grazie alla tecnologia Google Art Camera di Google Arts & Culture, i colori delle vetrate e dei rosoni, oltre a una parte delle collezioni della Veneranda Fabbrica del Duomo, sono ora visibili in altissima risoluzione, con la possibilità di osservare le opere nei loro minimi dettagli. È, inoltre, possibile scoprire i contenuti in maniera più ludica e creativa direttamente dal sito. Grazie a Street View, invece, le persone potranno entrare negli angoli più nascosti del Complesso Monumentale del Duomo e scoprire i dettagli che a occhio nudo non avrebbero probabilmente notato.
Per il direttore di Google Arts & Culture, Amit Sood, “questo progetto rende il Duomo di Milano accessibile a chiunque in ogni parte del mondo, consentendo loro di imparare quello che il Duomo è, fare esperienza e quindi essere educati”. “Dal punto di vista tecnico è stato un progetto estremamente importante con tutta una serie di sfide. Non c’è soltanto la parte della narrazione, ci sono dei giochi interattivi per coinvolgere il pubblico e poi ovviamente c’è la parte dell’utilizzo di quelle che noi chiamiamo ‘art camera’. La parte più importante è proprio questa della digitalizzazione perché tutto questo è stato poi trasformato in altissima risoluzione consentendo davvero di arrivare ai pixel più piccoli e dettagliati”, ha concluso.

Monsignor Borgonovo.

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