C’è una tendenza che ormai da un po’ di anni si sta affermando nel mondo – sempre più scemo – della comunicazione e del giornalismo. Quello di chiedere di “scusarsi” a intere classi di persone. Mi spiego: c’è un dipendente infedele che rubava in una società? Si deve scusare la società. C’è un dipendente pubblico che si intascava le mazzette? Deve scusarsi il sindaco. C’è un consigliere comunale cretino che posta una scemenza? Deve scusarsi il segretario di partito.

C’è un portaborse che commetteva illegalità? Si deve scusare il ministro. Fino alle estreme conseguenze e ai casi più recenti. Ci sono alpini che molestano ragazze a un raduno? Si deve scusare il corpo degli Alpini. Peggio: c’è un uomo che violenta una donna? Tutti gli uomini chiedano scusa alle donne!

Ora, non c’è un modo per dire quel che sto per dire senza risultare acido, quindi lo dico così come mi viene.
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