Prorogate le indagini sulla fusione tra A2A e Aeb

La Procura di Monza si appresta a chiudere l'inchiesta per corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente sulla fusione tra A2A e Aeb, azienda energetica della Brianza.

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La Procura di Monza si appresta a chiudere l’inchiesta per corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente sulla fusione tra A2A e Aeb, azienda energetica della Brianza. Le ‘nozze’ erano state bocciate dal Consiglio di Stato che aveva sentenziato che per portare a termine l’operazione, approvata dal Comune di Seregno, serviva una gara pubblica per la selezione di un socio privato ad opera di un’azienda a controllo pubblico, come, appunto, Aeb. I magistrati monzesi hanno chiesto e ottenuto la proroga delle indagini, nate da due esposti presentati da Tiziano Mariani, capogruppo della lista civica NoiXSeregno, all’opposizione in Consiglio comunale e firmatario anche di un ricorso al Tar. Un altro ricorso al Tar era partito da Marco Fumagalli, capogruppo del Movimento Cinquestelle in Regione Lombardia. Sotto la lente della Guardia di Finanza e della Procura di Monza, come riporta Il Giorno, sono finiti il sindaco di Seregno Alberto Rossi, l’assessore alle Partecipate Giuseppe Borgonovo, il segretario comunale Alfredo Ricciardi e la stessa presidente di Aeb, Loredana Bracchitta, oltre ad alcuni manager del gruppo A2A, società controllata al 50% dai Comuni di Milano e Brescia. I fatti contestati partono dal 2019. La vicenda giudiziaria è anche un caso politico a Seregno e ci sono state forti polemiche tra il sindaco e l’opposizione. Il sindaco Rossi si è difeso sostenendo la correttezza dell’operazione mentre le opposizioni hanno accusato il primo cittadino, la giunta e la maggioranza anche di mancanza di trasparenza.

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