25 Aprile, Landini: risposta a guerra non è riarmo

Al corteo del 25 Aprile anche un folto gruppo di ucraini. Dal palco l'intervento di una consigliera comunale di Bucha. Contestazioni al PD "servo della Nato". Pagliarulo (Anpi): "Sbagliato".

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“Non siamo di fronte al rischio di una guerra qualsiasi ma al rischio di una guerra nucleare. Abbiamo bisogno con forza di dire che tutti gli sforzi devono essere per fermare la guerra e avviare negoziati” : lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini dal palco della manifestazione del 25 Aprile in piazza Duomo. Landini ha poi ricordato la sua posizione contraria al riarmo, sollevando alcuni fischi dalla parte della piazza dove erano posizionati i rappresentanti della comunità ucraina. “Non voglio convincere nessuno, ma io non sono d’accordo che di fronte alla guerra voluta da Putin la risposta del mondo sia di riarmarsi tutti – ha detto Landini -. La risposta non può essere quella di spendere ulteriori soldi per armamenti, questo non è costruire l’esercito europeo e l’Unione Europea. “Noi abbiamo bisogno di spendere più soldi non in armi ma in salute, lavoro e per l’ambiente”, ha concluso. “La criminale aggressione dell’Ucraina da parte di Putin che riporta la guerra in Europa non ha nessuna giustificazione né politica, né morale né giuridica” ha detto inoltre Landini. Oggi nella piazza milanese non sono mancate contestazioni al PD “servo della Nato”. Accuse sbagliare secondo il presidente dell’Anpi, Pagliarulo.

Una numerosa rappresentanza della comunità ucraina ha sfilato per le vie del centro, al corteo del 25 aprile. La comunità ucraina ha scandito  slogan nella propria lingua e ha srotolato un enorme drappo che copre la strada con i colori giallo e blu della bandiera nazionale. “Questo intervento, qui con voi, è il mio modo di essere partigiana. La mattina del 24 febbraio mi sono svegliata come in “Bella ciao”, con Putin che attaccava l’Ucraina”. Lo ha detto Iryna Yarmolenko, consigliera comunale di Bucha fuggita dall’Ucraina, dal palco del 25 aprile allestito in piazza Duomo. “Io e il mio team abbiamo iniziato una guerra informativa: chiediamo aiuto. Abbiamo lanciato una campagna per la ricostruzione sostenibile delle città ucraine e non vogliamo aspettare tutta la vita”, ha continuato. “Stiamo cercando esperti, artisti, urbanisti, architetti, designer, qualcuno che raccolga fondi. Quindi aiutateci. Questo è un altro modo in cui l’Italia può aiutare l’Ucraina”.

Numerosi cartelli contro Putin e il genocidio del popolo ucraino. Con la comunità ucraina anche bandiere dell’associazione Radicali Enzo Tortora e manifestanti con bandiere degli Stati Uniti e della Nato, insieme alla Brigata ebraica che sfila poco davanti alla comunità ucraina.

La presenza di bandiere Nato e Usa è stata presa di mira da un gruppo di antagonisti che ha scandito gli slogan ‘fuori la Nato dal corteo’.

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