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Guerra, Assolombarda: produzione a rischio per il 27% delle imprese

I costi dell'energia, delle matierie prime, le difficoltà di approvvigionamento e i ritardi nei pagamenti stanno mettendo in serie difficoltà un'impresa su tre. Conftransporto: 1.300 euro per il pieno di un Tir "non è una cosa leggera".

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

I costi dell’energia e delle materie prime, le difficoltà nell’approvvigionamento, nelle esportazioni e nei pagamenti sono gli effetti, ulteriormente aggravati dal conflitto in Ucraina, che mettono a rischio la produzione di un’impresa su quattro in Lombardia. Lo rileva il Centro Studi di Assolombarda dopo avere esaminato 463 imprese dei territori di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Si tratta prevalentemente di aziende manifatturiere e con rapporti commerciali diretti con Russia, Ucraina e Bielorussia. Se della quota consistente di imprese che per ora non ha ridotto la produzione solo un terzo è in grado di mantenere l’attività invariata per tempi prolungati, per i due terzi la gestione delle difficoltà ha un limite temporale: infatti, un’impresa su quattro (il 27%) presuppone di poter continuare a produrre senza interruzioni solo nel breve termine, ossia ancora per 1-3 mesi, e un ulteriore 32% non oltre i 12 mesi. A causa del conflitto nove aziende su dieci giudicano un problema “importante” il conseguente aumento del prezzo dell’energia e 8 su 10 i rincari delle altre commodity. Il 72,6% delle imprese fa emergere le problematiche nell’approvvigionamento delle materie prime. L’acciaio è in assoluto la materia prima rispetto alla quale sono maggiormente sentiti sia i problemi di costo (per il 47,5% delle imprese) sia quelli di approvvigionamento (per il 35,4%). Tra le altre materie prime la situazione è critica per: rame, nickel, zinco e minerale di ferro tra i metalli, urea e fosfato di ammonio tra i fertilizzanti, mais, olio di semi di soia, frumento e olio di palma tra gli agricoli, e il cotone. A questa situazione c’è da aggiungere anche il caro carburante. Per fare il pieno di gasolio a un Tir servono 1.300 euro. “Non è una cosa leggera” dice il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, intervenuto alla presentazione della prossima manifestazione dedicata al settore, Transpotec Logitec, a Fiera Milano. “Con l’intervento del viceministro Bellanova – ha aggiunto – sono stati stanziati 500 milioni che si andranno ad aggiungere al taglio di 21 centesimi al litro delle accise. È un problema reale e urgente, ma quando poi si tratta di rendere operativi i provvedimenti si rallenta. Dobbiamo accelerare e realizzare i protocolli d’intesa sottoscritti nei ministeri” ha spiegato.

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