Home News Nuovo stadio, mentre Milano si divide Sesto si offre: “Facciamolo qui”

Nuovo stadio, mentre Milano si divide Sesto si offre: “Facciamolo qui” [VIDEO]

Milano è impantanata tra polemiche, ricorsi e richieste di referendum sul nuovo stadio di San Siro e sul destino del vecchio Meazza, Sesto San Giovanni parla con i club e promette spazi e tempi certi. Scaroni (Milan): "Andremo dove si farà prima". L'intervista al sindaco Roberto Di Stefano.

Roberto Di Stefano

Mentre Milano discute su San Siro, tra polemiche sull’abbattimento del vecchio Meazza e sulla realizzazione di nuovo impianto con relativo quartiere commerciale, Sesto San Giovanni torna a offrirsi per ospitare il nuovo stadio. Ex città industriale, Sesto ha molto spazio a disposizione ed è ben collegata a Milano. Così, mentre a Milano i tempi si allungano tra discussioni, ricorsi al Tar e richieste di referendum, Sesto si fa avanti e non perde tempo. “Sesto ha tutti i servizi che può offrire Milano la quale però deve superare la barriera ideologica che tutto finisce al confine della città” ha detto il sindaco Roberto di Stefano a margine della presentazione della stagione estiva 2022 del Carroponte parlando con l’agenzia Mianews. “Abbiamo le aree dismesse più grosse d’Europa, tre fermate della metro e due in costruzione. In un quarto d’ora si arriva in Duomo e a Linate. Come sul modello inglese diverse società di Premier League sono delocalizzate in vari quartieri attorno a Londra, credo che questo sia possibile anche qui in un’ottica internazionale e di coordinamento metropolitano”, ha aggiunto. Di Stefano si dichiara “ottimista” anche alla luce dei contatti avuti con i club. “Sesto offre spazi più ampi e una rigenerazione urbana unica in Europa. Il piano di governo del territorio consente una certa flessibilità con la possibilità di far arrivare uno stadio all’interno della struttura. Ci sono gli elementi e i tempi perché ci sia certezza per l’investimento”, ha concluso.

Che quella di Sesto sia più che un’ipotesi lo dice chiaramente anche il presidente del Milan, Paolo Scaroni. “Il motivo per cui guardiamo anche fuori da Milano per il progetto stadio è che andremo a sposare il progetto che abbia i tempi di realizzazione più brevi. Abbiamo urgenza. Se in un altro comune i tempi si restringono, ci piacerà di più rispetto a San Siro dove magari serviranno cinque anni”. Lo ha detto il presidente del Milan Paolo Scaroni, intervistato a “Tutti Convocati” su Radio 24. “Mille giorni dalla presentazione del progetto? Mi aspettavo fossimo più celeri soprattutto a Milano, che è una città del fare. Ma il nostro Paese lo conosciamo, sappiamo quanto siamo bravi a perdere occasioni perché la burocrazia ci ferma. Che Milano non si doti di uno stadio al livello dei concorrenti di tutta Europa è incredibile. Capisco i nostalgici ma Milano deve essere all’avanguardia, non deve guardare indietro”. “Il principale obiettivo è quello di avere un nuovo stadio in tempi più brevi possibile. Le alternative che ci sono non sono opzioni a salve, ma le stiamo valutando, stiamo guardando in maniera concreta a queste altre opzioni”. Lo ha detto l’amministratore delegato dell’Inter Alessandro Antonello, sempre su Radio 24. “Quando avremo elementi per prendere una decisione lo faremo, le opportunità ci sono e poi decideremo – ha proseguito -. Mille giorni dal progetto? Siamo partiti con entusiasmo, ma il sistema Italia non aiuta nei lavori per le grandi infrastrutture anche sportive. Vogliamo seguire le regole, che dovrebbero essere anche accompagnate da tempi certi: per gli investitori è difficile da accettare l’incertezza. Dibattito pubblico? Mai detto no, ma i tempi si stanno prolungando”.

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