Moratti: “Sulla riforma della sanità lombarda solo imperfezioni formali”

La vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia in Consiglio: "La legge non deve tornare in aula dopo l'esame del Governo".

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“La riforma è stata approvata ed entrerà in vigore nella sua pienezza normativa, prima in Italia ad utilizzare i fondi previsti dal Pnrr. Non è esatto sostenere che debba tornare in Aula e debba essere assoggettata ad una nuova approvazione”. Lo ha chiarito l’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti riferendo in Consiglio regionale sul via libera da parte del Governo alla nuova legge della sanità lombarda approvata a dicembre dal Pirellone . Moratti ha sottolineato che i rilievi e le integrazioni chieste dal Governo sono di “natura tecnica” e “non incidono sull’entrata in vigore della legge”. “Il Governo ha condiviso il nostro impianto”, ha affermato l’assessore spiegando che le integrazioni chieste saranno inserite nel progetto di legge ordinamentale che come ha ricordato dalla stessa Moratti è il provvedimento della Regione “in cui, annualmente, tutte le Direzioni inseriscono modifiche ed integrazioni di natura prevalentemente tecnica”. In particolare, in merito ai rilievi da parte del Governo “si tratta nella maggior parte dei casi di segnalazioni migliorative, in altri casi di suggerimenti lessicali, in altri di perfezionamenti formali”, ha spiegato l’assessore e “non è nostra intenzione ignorarle atteso che non incidono sull’entrata in vigore della legge”. Moratti ha parlato di “istruttoria minuziosa, accurata e particolarmente approfondita” da parte dei competenti uffici di quattro Ministeri (Salute, Economia e delle Finanze, Grazia e Giustizia e e Affari Regionali). “L’esame al microscopio – ha detto – ha consentito di evidenziare alcune imperfezioni formali e burocratiche, profili non certamente centrali e decisivi”. L’assessore ha anche ringraziato tutti coloro che hanno lavorato alla riforma e in particolare il ministro della Salute Roberto Speranza. “Com’è noto, tra noi c’è una visione politico-culturale ben diversa – ha detto -. Ma entrambi siamo stati mossi da un forte spirito di reciproca leale collaborazione, da un principio costituzionale sancito dall’ articolo 5 della Costituzione che deve governare i rapporti tra Stato e Regioni nelle materie e nelle attività in cui le rispettive competenze concorrano, favorendo un contemperamento dei rispettivi interessi, ma soprattutto entrambi siamo sempre stati mossi dal primario interesse pubblico che è quello di dare ai cittadini il miglior servizio possibile”.

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