L’emergenza sicurezza è finita, sui giornali. Così come era montata, come un sufflè si è sgonfiata. Però nelle strade non è cambiato proprio nulla. Facciamo, per amor di cronaca, mezzo passo indietro. Neppure un mese fa un gruppo di ragazze veniva accerchiato con precisione militare da tre cerchi concentrici con decine di uomini. Quello più esterno “proteggeva” da eventuali disturbatori, quello di mezzo riprendeva con gli smartphone e quello interno violentava. In piazza Duomo. Neppure due settimane fa è riemersa per l’ennesima volta la questione di piazza Mercanti. Neppure due settimane fa un vigile veniva disarmato con tanto di colpi esplosi in mezzo alla strada. Eppure, da allora, nessun chiarimento è stato portato alla pubblica opinione. Gli avvocati dei ragazzi dicono che non si è qualificato. La pm titolare del caso (peraltro, dopo 36 ore è stata aperta l’inchiesta… ma che cosa aspettavano?) li ha sentiti? Pare di no, per adesso, ma speriamo che questo avvenga nelle prossime ore. Sono passate due settimane.

Il caso si è smontato, dicevamo. Eppure un video postato l’altra sera da via Lecco, nel quartiere di Porta Venezia, mostra una rissa incredibile a bottigliate, con ragazzi che si prendono a calci, si feriscono. Il tutto senza senso, senza freni, senza nessuno che controlli. E’ normale? Per me, no. E non è normale che l’emergenza sicurezza sia finita, almeno mediaticamente. Perché non è finita per gli abitanti di via Lecco, che hanno visto la guerriglia sotto le finestre delle loro camere da letto, delle camere dove dormono i loro figli, delle case dove vorrebbero vivere tranquilli.

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