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Una vita di droga, alcol e violenza ma ha avuto il permesso di vedere il figlio

Infuriano le polemiche sul permesso di stare da solo con il figlio concesso a Davide Paitoni, il 40 enne che ha barbaramente assassinato il figlio di 7 anni e tentato di ammazzare la moglie che aveva chiesto il divorzio.

Droga, alcol e violenza nella vita di Davide Paitoni, 40 anni, che l’altra sera ha assassinato il figlio di sette anni e cercato di uccidere la ex moglie, di 36, tra Morazzone e Gazzada Schianno, in provincia di Varese, solo un mese dopo aver aggredito violentemente un collega ed essere stato arrestato. Addetto alle vendite di un’azienda di Azzate, sempre nel varesotto, Paitoni ha alle spalle diverse denunce, tra cui guida in stato di ebbrezza, ma la più grave risale al 26 novembre quando, al culmine di una lite, ha sferrato diverse coltellate alla schiena di un 52 enne con cui lavorava. Una lite banale, tanto che lo stesso 40 enne  avrebbe faticato a trovare una spiegazione al suo gesto. Era stato arrestato, ma l’autorità giudiziaria aveva deciso che fossero sufficienti gli arresti domiciliari. Nel frattempo l’uomo, consumatore abituale di droghe (nella sua auto i carabinieri hanno trovato della cocaina), era nel pieno del suo divorzio. La moglie, 36 anni e anche lei aggredita a coltellate, ignara che il loro bambino era già stato assassinato, aveva chiesto la separazione al termine di liti molto accese.  Saranno ora gli inquirenti a ricostruire se e quando l’uomo abbia o meno pianificato il duplice delitto, conclusosi con la morte del bimbo e il grave ferimento della moglie. Di certo l’uomo non voleva arrendersi, dato che i carabinieri lo hanno bloccato poco lontano dal confine con la Svizzera, al termine di un lungo inseguimento. In queste ore infuriano le polemiche sul permesso concesso al quarantenne per vedere il figlio.

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