“Abbiamo letto i nomi di 375 persone uccise dall’odio. È stato emozionante e avremmo sperato partecipasse anche qualche esponente della maggioranza, ma le finestre del cuore così come quelle del palazzo in cui governa il centrodestra, sono rimaste chiuse. Qui non si tratta di lesbiche, omosessuali, trans, ma di persone strappate ai loro affetti dall’odio ignorante di chi non accetta che sul piano dei diritti, così come su quello dei doveri, siamo tutti uguali. Questo momento è servito a ricordare che in Regione Lombardia esiste una proposta di legge, la “Iolanda Nanni” scritta a mia prima firma per garantire a tutti eguali diritti, che ancora aspetta di essere calendarizzata. Nell’ambito della discussione della riforma sanitaria ho presentato tre ordini del giorno per chiedere: pieno riconoscimento dei bisogni di salute per le persone transgender oltre la terapia ormonale; policy da adottare all’interno degli Ospedali di Comunità da estendere a tutte le strutture ospedaliere e socio-sanitarie-assistenziali con particolare riguardo alla questione del rispetto dell’identità e del bisogno di cura e di accoglienza e consulenza psicologica, all’interno delle Case della Comunità a supporto del nucleo familiare per il “coming out” di familiari omo-transgender”, così il Consigliere Regionale M5S Simone Verni al termine del presidio TDOR, organizzato questa mattina all’ingresso del Consiglio Regionale della Lombardia. Al presidio hanno partecipato: Antonia Monopoli, attivista trans e responsabile all’interno dello Sportello Trans di ALA Milano, Cecilia Bettini, attivista trans e responsabile Gruppo Trans di Coming-Aut LGBTI+ Community Center e Davide Podavini, Presidente di Coming-Aut LGBTI+ Community Center e Consigliere nazionale di Arcigay.

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