No green pass a caccia di giornalisti con tanto di “investigatori”

Un "censimento" dei giornalisti al lavoro nelle piazze dei no green pass per poter fornire informazioni nelle chat di Telegram; emerge dalle indagini dei carabinieri e della Procura di Milano sulle aggressioni ai cronisti nei cortei.

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Un “censimento” dei giornalisti al lavoro nelle piazze dei no green pass per poter fornire informazioni nelle chat di Telegram. E’ una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli investigatori che oggi hanno indagato e perquisito quattro manifestanti no green pass per alcune aggressioni nei confronti di cronisti avvenute a Milano. I carabinieri stanno verificando lo scenario emerso nel corso degli approfondimenti sui quattro esponenti del movimento, che potrebbero aver avuto questo ruolo di “investigatori” nei cortei. In diverse occasioni, infatti, è stato accertato che sono state raccolte informazioni sui lavoratori dell’informazione, diventati negli ultimi mesi obiettivo di insulti e aggressioni fisiche. Dagli accertamenti dei carabinieri del Nucleo informativo di Milano, coordinati dal capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili, si evince che i manifestanti con sempre maggior frequenza nei cortei non autorizzati hanno compiuto azioni violente ai danni dei cronisti.

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