Sulla questione cortei no-vax e no-pass sabato potrebbe essere una giornata decisiva. Fondamentale, e drammatica. Perché per la prima volta lo Stato ha deciso di mettere dei paletti forti, e con tutta probabilità reagirà con più decisione all’invasione di migliaia di persone, come ogni sabato da 4 mesi a questa parte. Ora, prevedibilmente, la tensione sarà massima. E probabilmente ci potrebbe scappare qualche ferito, e speriamo nulla di più. Attenzione perché sabato potrebbe essere il punto di svolta di una protesta, potrebbe radicalizzarsi in modo incredibile e acquisire nuovo consenso. A quel punto, sradicarla sarebbe quasi impossibile. Nessuno se lo augura, ma se riguardiamo a Parigi e ai gilet gialli, il punto nodale della loro storia, la pietra miliare, è stato quando ci è scappato il morto (peraltro, neanche ammazzato dalla polizia ma da un camion in retromarcia). I morti hanno la singolare tendenza a diventare martiri, e simboli. Guardiamo a Dax, che ancora campeggia sui murales di mezza città sebbene nessuno o quasi nessuno di quelli che oggi lo acclamano l’abbia davvero conosciuto di persona. Io sì, e proprio per questo non lo acclamerei affatto (lo sapevate che era fascista, da giovanissimo?), ma questo non conta perché è un santo martire protettore.

C’è poi qualcosa d’altro che si profila all’orizzonte, e sono nubi nere nere di tempesta. Ormai si procede verso la vaccinazione dei bambini tra i 6 e gli 11 anni. Su questa vaccinazione i critici e gli apprensivi tra i genitori sono moltissimi, da sondaggi informali fuori dalle scuole su genitori perfettamente vaccinati, direi anche la maggioranza. Anche quelli più convinti e inoculati (oltre che oculati), quando si tratta dei bambini tirano il freno a mano. Non è difficile capire che se arrivasse il green pass anche per i bimbi le folle esagitate che oggi occupano il centro di Milano avrebbero nuove e ben più motivate persone a sfilare. La politica, oggi, dovrebbe reagire in due modi differenti. Manganelli e daspo per i violenti, dialogo con gli altri. Se così non sarà, prepariamoci a mesi di fuoco. Con una avvertenza: tra un mese e mezzo é Natale e tra 3 sabati comincia lo shopping natalizio. Se oggi i cortei sono un fastidio per i commercianti, tra poche settimane potrebbero diventare una tragedia con ulteriori nuove tensioni.

di Fabio Massa
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