Centro Sociale Leoncavallo: 30 anni di graffiti cancellati da una ruspa

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Sono iniziati i lavori di demolizione dei muri di fronte al centro sociale Leoncavallo di via Watteau. L’intervento è in corso tra via via Watteau, via Lucini e via De Marchi. “I graffiti che dal 1994 colorano l’intero isolato stanno venendo rasi al suolo per dare spazio all’ennesimo edificio residenziale nella zona, in nome del miraggio di una Milano verticale e di conseguenza “superiore” alle necessità delle sue comunità”, scrivono sui social i militanti del centro sociale. Via Lucini, infatti, era nota per le ‘murate’ di street art, luogo anche di happening di street art dove hanno lasciato il segno writer conosciuti come 2501, Nemo, Zed1, Frode, Pao, Nais, Volkswriterz, Irwin, ViperHaze.
“Anni e anni (dal 1994) di colori e una sola mattina per tirarli giù. Questa è la verità che si cela dietro parole come riqualificazione e gentrificazione. Il Leoncavallo si trova esattamente tra Nolo, la Maggiolina e Bicocca: da una parte rimbombano continui slogan di cultura, riqualificazione, decoro, e tanti “evviva la gentrificazione!”; dall’altra costruiscono palazzi di extralusso, futuri appartamenti prevalentemente vuoti su cui si fa profitto”, prosegue il centro sociale. “Per costruire, si abbatte. Questo è il risultato della cecità di una città che inneggia al continuo sviluppo economico ed estetico, ad uno sfrenato consumo, con cui maschera i reali bisogni del territorio. Milano nel suo sviluppo da città “cosmopolita” distrugge e dimentica la sua storia, la resetta per iniziare altre narrazioni costruite sul marketing: le vittime non sono solo i muri ma anche chi crede entusiasta alle sue promesse, ai consumatori d’immagini”.

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati