La “Milan-exit” di Paragone, fuori per lo 0,01% dei voti

Il candidato sindaco di Italexit non entra a Palazzo Marino per 54 voti, grida al complotto e chiede il riconteggio.

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Per lo 0,01% dei voti, 54 per l’esattezza,  Gianluigi Paragone resta fuori dal Consiglio comunale di Milano. Era il candidato sindaco di una lista denominata Italexit (mentre, nota a margine, in Gran Bretagna dopo la Brexit hanno gli scaffali vuoti nei super e l’esercito che deve rifornire le pompe di benzina). Dopo mesi e mesi passati cavalcando in rete ogni notizia che solleticasse la pancia dei No Vax e dei No Green Pass, denunciando una presunta censura dei media mentre era ospite quasi tutti i giorni di qualche talk show politico, Paragone cade per lo 0.01% dei voti. Il senatore (era stato eletto coi Cinquestelle) grida al complotto: “Se a Milano non entriamo con il 2.99%, vuol dire che ce l’hanno tirata. Dobbiamo ricontare le schede, noi non ci arrendiamo”. Secondo lui lo ha fregato il centrodestra i cui rappresentanti di lista avrebbero iniziato a contestare molte schede con i voti alla sua lista quando hanno visto che i consensi stavano crescendo.

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