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L’artigianato cresce ancora a Milano e Lombardia, traina l’edilizia

Cresce l’edilizia artigiana, trainata dai bonus: il confronto tra il numero delle imprese attive tra il giugno 2020 e il secondo trimestre 2021 segna a Milano un +2,5%. Un dato che traina tutta la filiera lombarda del settore che registra un +1,2% a livello regionale. Accanto al mattone e dintorni sale la voglia di cultura e qualità della vita: crescono un sorprendente 8% a Milano le attività legate al mondo dell’arte, dello sport e dell’intrattenimento, con un boom che attraversa tutta la Lombardia (+4%). Buon momento anche per i servizi informatici, consolidati dallo smart working e dallo sviluppo dell’e-commerce: +3,2% in Lombardia, +1,1% a Milano. I dati della Camera di Commercio di Milano, Lodi e Monza Brianza confermano ancora una volta che le attività artigiane stanno risalendo la china con un saldo positivo complessivo del +0,9% nel capoluogo e con un +0,3% in regione. Salgono le imprese guidate da donne: +1,3% per Milano e + 1,3% in Lombardia. Col segno positivo anche le aziende condotte da stranieri: +4,6% a Milano e +4,3% in Regione. Gli imprenditori Under 35 invece attendono tempi migliori: calano complessivamente del 2,8% a Milano e registrano un saldo negativo anche nel resto della Lombardia con un -1,1%.

“I dati camerali ratificano il trend positivo che stiamo registrando in tutte le nostre 17 sedi operative tra Milano e Monza-Brianza, vere antenne sull’economia reale nei territori – osserva il Segretario Generale di Unione Artigiani Marco Accornero – c’è un significativo miglioramento in corso, la domanda interna inizia a rinforzarsi mentre segnali incoraggianti e in parte inattesi arrivano dai mercati esteri. Un pagamento su due però è in ritardo e le imprese devono ricorrere al credito per la liquidità, appesantendo i bilanci. Gli scenari? Lo sblocco dei licenziamenti costringerà molti lavoratori ad avviare attività autonome. Nell’artigianato di qualità c’è posto, a patto di investire sulla formazione. Unione Artigiani mette a disposizione le proprie risorse per l’organizzazione di corsi di riqualificazione e certificazione dedicati lavoratori espulsi dall’industria e per accompagnarli poi nella costituzione e nell’avvio dell’impresa”.

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