Personalmente continuo a stupirmi di questa questione dei vaccini in vacanza. E non parlo solo della Lombardia, ma di tutte le Regioni.

Vediamo un po’ quali sono i fatti concreti. C’è stato un anno e mezzo di pandemia, ed è in corso la più grande campagna di sempre a livello vaccinale. Si sta parlando di crisi globale, e alle viste c’è una enorme questione legata ai licenziamenti. Aziende come la Disney, a livello mondiale, chiude tutti i negozi. Ed è solo la prima: altre seguiranno. In tutto questo il dibattito che si sta sviluppando, ed è surreale, è quello sulle seconde vaccinazioni per i 40enni e i 30enni. Cerchiamo di capirci: ad oggi la situazione è in questi termini. Nelle settimane centrali di agosto non ci saranno richiami. E al momento della prima dose direttamente danno l’appuntamento per la seconda. Quindi c’è il tempo di prenotarsi le vacanze consapevolmente. Certo, bisogna aspettare di fare la prima dose. E certo: se il sistema di prenotazione consentirà di fare le cose per bene, è giusto tutelare le vacanze. Però tutto questo non deve far passare in secondo piano il fatto che la cosa più importante è la vaccinazione, non le vacanze. E se dopo 16 mesi di pandemia, con i ristoranti chiusi, le città immobili, le fabbriche moribonde, stiamo pensando al fatto che ci rompe le palle aspettare a prenotare, forse noi siamo parte del problema. E la cosa non è bella.

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