Lo voglio dire chiaro dall’inizio. Il comunicato dell’Inter contro Beppe Sala è vergognoso. E lo dico pur non essendomi trovato d’accordo con l’altrettanto vergognoso traccheggiare di questo progetto di nuovo stadio, sul quale si è tanto parlato, per poi farlo inabissare nel nulla alla vigilia delle elezioni. Un traccheggiare in cui Sala ha le sue responsabilità politiche, così come ce le ha la maggioranza che rappresenta. Trovo vergognoso che non si dica chiaro e tondo se lo stadio nuovo lo si vuole oppure no. Trovo vergognoso che cittadini e tifosi non sappiano che cosa si vuol fare del vecchio Meazza. Ma tutto questo non giustifica il comunicato dell’Inter, che ridicolizza non Beppe Sala in quanto persona, ma il sindaco di Milano in quanto autorità e rappresentante di questa città. Io sono contento di aver sentito Matteo Salvini dire una parola certa sul nuovo stadio, e mi piacerebbe sentirla da Beppe Sala. Ma non si può ammettere che un operatore privato parli in quel modo del rappresentante della città, del primo cittadino. Ricorda – in sedicesimi o forse pure in trentaduesimi o sessantaquattresimi – quel che scrisse De Gasperi, fervente cattolico, al suo Papa (Pio XII), che gli aveva rifiutato una udienza. Che poteva ammettere il trattamento freddo come fedele, ma che come rappresentante del popolo italiano doveva protestare fermamente. Ecco, Beppe Sala come politico e come interista fervente può anche accettare l’umiliazione dell’Inter, e questo attiene alla sua coscienza. Ma noi come milanesi dobbiamo dire che quel comunicato è di una vergogna senza fine.

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