Il centrodestra è in mezzo a un guado, a Milano. E lo si capisce. La Lega ha il suo candidato, Roberto Rasia, ma Forza Italia non è convinta e frena. La motivazione è semplice, e va ricercata nel panorama nazionale. Gli azzurri con tutta probabilità faranno la voce grossa in Calabria, ma fin quando non verrà sciolto quel nodo, tengono il punto su Milano. Tuttavia, levandosi per un attimo dalle dinamiche interne al partito e ai partiti, vien da chiedersi perché il centrodestra non pensi di fare le cosìddette “primarie delle idee”. Una proposta che nel centrodestra esiste da anni, e che porterebbe chi si vuole candidare a poter scendere in campo, e chi non si vuole candidare a stare zitto. Per un Rasia che ci metterebbe faccia e cuore, ci sono veti che però non portano molto lontano. Rasia no? E allora chi? La risposta è sempre il silenzio, ad oggi. Se c’è qualcun  altro, che si faccia il nome. E visto che il nome non viene fuori, basta mettere dei paletti semplici semplici. Una data con una consultazione online, e prima una serie di incontri telematici (in tempi di pandemia si deve far quel che si può) per chi è interessato. In fondo le primarie sono sempre una cosa per i pochi interessati rispetto alla grande massa degli elettori. E allora, come propone il mio amico Guido Camera, che si facciano le primarie. In fondo c’è una prima volta per tutto, no?

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