Bisogna saper cogliere, e talvolta gioire, dei segnali piccoli. Che poi piccoli non sono, quando si tratta di scegliere gli uomini e le donne. Ho sempre pensato che più utile di una buona idea è una mezza buona idea con una persona che la porta avanti. Tutta questa introduzione perché nella rubrica di oggi vi parlerò di Raffaella Calandra. Raffaella è una giornalista professionista che stimo tantissimo. L’ho avuta moderatrice a un evento, e mi ha fatto l’onore di venire. Perché prima la seguivo, e poi l’ho seguita ancor di più, nei suoi programmi radiofonici su Radio24, e in particolare “Storiacce”. Un programma nel quale una grandissima parte è stata dedicata alla malagiustizia. Ovvero a quei casi in cui la giustizia non fa il suo corso, è ingiusta, lenta, incredibile. Dopo quel convegno, a Raffaella Calandra, non l’ho più sentita. Però oggi, leggendo che il nuovo ministro della Giustizia Marta Cartabia, l’ha voluta come sua portavoce, ho pensato che fosse un segnale piccolo, di quelli di cui parlavo all’inizio. Perché la Calandra ha parlato decine di volte della giustizia e della malagiustizia. E dovrà comunicare l’azione di un ministro che è chiamata ad agire per eliminare la seconda, come priorità assoluta. Un segnale piccolo, ma buono, direi.

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