“Come sono aperti bar, ristoranti e pub, anche le sale da gioco legali dovrebbero riaprire in zona gialla”: così Andrea Dicugno, uno degli esercenti che questo pomeriggio ha manifestato in piazza Duomo. Sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sullo stato di difficoltà in cui si trovano oltre 150mila lavoratori, colpiti dalla prolungata sospensione delle attività del settore dei giochi pubblici e dall’incertezza sulla data di ripresa. Questo l’obiettivo della prima protesta pubblica da parte dei lavoratori di tutto il comparto che hanno manifestato questo pomeriggio contemporaneamente a Milano e in Piazza del Popolo a Roma. Uniti sotto la bandiera di “Lavoratori del Gioco Legale”, hanno chiesto la riapertura delle attività in zona gialla, nel rispetto dei protocolli anti Covid adottati già da sei mesi. I lavoratori chiedono inoltre la convocazione di un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e Associazioni di categoria per trovare una soluzione ai diversi problemi che gravano sul settore, tra i quali la questione territoriale e l’accesso al credito. “Oggi siamo qui per farci sentire dal Governo”, spiega Davide Gorini, un altro degli esercenti presenti, “Molte piccole realtà non ce la fanno più ad andare avanti, molti sono costretti a chiudere e l’illegalità prospera. Noi chiediamo certezze, ma anche delle leggi. Invito tutti quando sarà possibile a entrare in una sala da gioco con tutte le norme di sicurezza. Sono luoghi sicuri, in cui non c’è mai stato un focolaio di contagio. Chiediamo la possibilità di avere un futuro, altrimenti se andiamo avanti così non ce l’avremo. (MiaNews)

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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