C’è una grande illusione che sta cogliendo gli uomini di governo, in questi mesi. L’idea che “facendo bene” poi si sarà ricompensati è una grande illusione. Per questo, in questo preciso momento storico, fare politica bene è solo un dovere civile senza speranza di premi. E per questo, in questo preciso momento storico, fare politica male è aggravato dall’illusione di poterci ricavare qualcosa alla fine. Faccio un esempio: se Letizia Moratti riuscirà davvero a ribaltare la situazione in Regione, se riuscirà a migliorare, a dare un colpo d’ala, la sua unica soddisfazione dovrà essere – almeno oggi – di aver fatto qualcosa per la società. Perché è tutto da vedere se tra due anni i cittadini vorranno avere a che fare con chi – e parlo di chiunque – ha gestito il periodo più complicato della nostra storia contemporanea. E dunque, vista sotto questa prospettiva ogni scelta di Conte e di Fontana e di Moratti pare diversa. Prospettive che saranno necessariamente vuote di ambizioni personali, e che dovrebbero essere piene solo di quello spirito da civil servant che ci serve. Perché dalla pandemia nessuno, nessun politico, uscirà davvero vincitore.

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