E così Beppe Sala si ricandida. Un po’ a sorpresa sui tempi. In “ritardo” rispetto a quanto aveva preannunciato (ovvero, dopo l’estate), ma in anticipo rispetto alle previsioni dell’ultimo miglio (si diceva che l’avrebbe fatto appena dopo le feste). In effetti, c’erano pochi dubbi che Sala avrebbe corso una seconda volta. Lontano da Milano ci sarebbe restato forse solo per un incarico governativo di primissimo piano. E invece niente, perché Roma è miope e il Pd romano pure. Così, si accende la sfida per Milano. La Lega pensava di poter anticipare il sindaco, e invece no. Salvini, Meloni e Berlusconi una quadra non l’hanno trovata prima di Sala, malgrado i tanti annunci. Adesso è prevedibile che le cose accelereranno tantissimo, per smorzarsi sotto Natale e riprendere all’inizio dell’anno prossimo. In mezzo, i problemi della pandemia, e un anno orribile sotto tutti i punti di vista. Per Sala e per la politica meneghina, presa d’assalto da mille esigenze e mille incombenze.
Ora per Beppe Sala lo schema di gioco cambia completamente. Da sindaco dell’orgoglio internazionale della Milano splendente a sindaco della ricostruzione il passo non è semplice, e non è detto che si adatterà alle sue corde. La situazione è difficile, ed è pure in peggioramento. Il motivo è semplice: la crisi economica arriverà l’anno prossimo, e sarà devastante. Anche se ci sono riserve di denaro enormi che non sono state spese sul 2020, che potrebbero tornare in circolo proprio su Milano. Situazione in chiaroscuro, insomma. Una sfida, sicuramente. Non solo contro vento rispetto alla crisi, ma anche rispetto alla rabbia che i cittadini provano per tutti i livelli di governo: Conte in caduta libera, la Regione sotto attacco. Riuscirà Beppe Sala ad allontanare lo spettro della contestazione dalla propria rielezione? La speranza del centrodestra è questa. Con un fatto: per adesso Lega&Co sono costretti a inseguire. Ma la campagna sarà lunga. E come ha detto più volte il numero uno di palazzo Marino, si gioca tutta negli ultimi giorni. (Fabio Massa)
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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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